Per pubblicare il loro secondo album, i milanesi VIII Strada ci hanno impiegato all’incirca otto anni. Nel frattempo la band non è rimasta con le mani in mano e si è dedicata a progetti come la collaborazione con Patrizio Fariselli degli Area, insieme al quale si è esibita per diverse date dal vivo. Durante queste date, tra l’altro, la band proponeva estratti dal primo disco, l’ottimo “La leggenda della Grande Porta (la recensione), ma anche anticipazioni di brani che sono poi confluiti in “Babylon“. Una gestazione così lunga, se da una parte non può non avere creato delle aspettative consistenti nei fan, dall’altra ha comunque dato i suoi frutti, dato che “Babylon” è un disco maturo, che ci mostra un gruppo in pieno vortice creativo, capace di destreggiarsi a pieno ritmo fra rock progressivo di vecchio stile e episodi assimilabili al prog metal più moderno.
In continuazione con il lavoro precedente, gli VIII Strada hanno mantenuto abbastanza inalterato il loro stile, perfezionandolo e confermando il loro interesse verso sonorità appartenenti da sempre al progressive rock italiano, anche se sviluppate con una classica formazione a cinque e senza l’utilizzo di strumenti tipici del prog come potrebbero essere il moog o il mellotron. Queste sonorità sono poi contrastate da parti strumentali complesse che deviano verso il prog metal, in un quadro elaborato ma sempre in armonia fra le parti. Non mancano neanche questa volta, nel brano conclusivo, chiari riferimenti alla musica etnica mediterranea, con ritmiche serrate che contrastano con il testo dolce di “Ninna Nanna” (nel lavoro precedente questo compito spettava all’ottima “La Terra Dei Falò”). Ottimo anche l’incipit del disco, con gli oltre nove minuti di “Ombre Cinesi” che alternano parti recitate, cantate e strumentali in un fluido divenire che introduce da subito al tema del concept, la manifestazione dei pensieri di un malato di mente. Ora, forse il tema non sarà tra i più originali (in tempi non lontanissimi se ne sono occupati, per esempio, anche i Dream Theater), ma la cosa importante è sottolineare come gli VIII Strada abbiano parlato di un tema “già visto” nel progressive senza mai cadere nel banale e arricchendo e approfondendo il loro stile musicale. D’altronde, i toni gravi che la voce di Tito Vizzuso assume sono già un marchi di fabbrica distintivo di questo gruppo. Un altro momento molto significativo si ha con “1403: Storia In Firenze“, il brano che aveva anticipato la pubblicazione del full lenght e a cui è anche abbinato un video, che si inserisce alla perfezione in questo quadro complesso ma armonico.
Un ritorno di grande pregio per una band progressive che ha come unico difetto quello di aver fatto passare troppo tempo tra un lavoro e l’altro; dai, ragazzi, la prossima volta non fateci aspettare così tanto.

| Voto recensore 8 |
Etichetta: Flling Records Anno: 2016 Tracklist: 01. Ombre Cinesi 02. Preludio a Eclypse 03. Eclypse Anulaire 04. Deguello 05. 1403, Storia in Firenze 06. Babylon 07. Time of Stardust 08. Slow 09. Ninna Nanna Sito Web: https://www.facebook.com/VIIISTRADA/ |
