Genere: Progressive Rock

Leviathan – Recensione: Heartquake/Redux

Negli anni ’80 il prog rock aveva avuto una seconda vita col movimento, nato in Inghilterra, del cosiddetto New Prog, che rivisitava in chiave attualizzata (ovviamente rispetto ai tempi) la lezione dei seventies, producendo band che, in alcuni casi, sarebbero state particolarmente significative, durando anche nel tempo. Quel...

Goad – Recensione: Titania

L’ascolto di un album dei Goad non va mai preso alla leggera e, per essere compreso fino in fondo, deve essere l’oggetto che catalizza l’attenzione al massimo. Questo stato d’animo di partenza consentirà di immergersi a tutto tondo in un’esperienza che fonde progressive rock, sperimentazioni, poesia, citazioni colte...

Ivory – Recensione: Alien Nation

Storia senza dubbio non semplice, quella degli Ivory. In giro ormai da più di 20 anni, il combo piemontese ha intrapreso un percorso articolato che l’ha condotto non solo attraverso svariati assestamenti di line-up, ma anche a veri e propri cambi nel genere proposto. Dal power-prog delle origini...

Balletto Di Bronzo – Recensione: Lemures

Un’attesa lunga 51 anni è finalmente ripagata. Tanto è il tempo trascorso dalla pubblicazione, nel 1972, dell’ultimo disco in studio targato Balletto di Bronzo, quel ”Ys” che rappresenta uno dei vertici assoluti della stagione d’oro del progressive italiano degli anni ‘70. D’altronde uno come Gianni Leone, cantante, tastierista...

Yes – Recensione: Mirror To The Sky

Sono passati solo due anni da “The Quest” e gli Yes tornano con un nuovo album, addirittura doppio, dichiaratamente frutto delle idee che già fluttuavano nell’aria al termine delle registrazioni dell’album precedente. Per questo motivo e per gli ottimi risultati già ottenuti in quella sede è nuovamente Steve...

Ifsounds – Recensione: MMXX

Sarà anche un dettaglio insignificante, ma quando una band ti sottopone all’ascolto i file in alta risoluzione del suo nuovo album – prima volta che mi accade dopo quasi trecento recensioni su questo sito – io ci vedo il desiderio di farti sentire tutto, e nel miglior modo...

Haken – Recensione: Fauna

Se dovessimo considerare l’intero cammino artistico degli Haken credo sia oggettivamente innegabile che, negli anni appena passati (difficili per tutte le band a causa della pandemia), gli inglesi non abbiano sfornato il loro materiale musicale migliore; forse per la necessità di essere comunque presenti sul mercato, forse perché...

Riverside – Recensione: ID.Entity

Ben consci della tempesta emotiva all’interno della quale venne composto (dopo la morte improvvisa del chitarrista Piotr Grudziński), reputiamo “Wasteland” uno degli episodi più deboli della discografia dei Riverside, soprattutto alla luce della discografia dei polacchi che si insediarono sin dai primi anni 2000 tra i migliori esponenti...