Teodor Tuff – Recensione: Soliloquy

Il 2012 inizia sotto il segno dei Teodor Tuff. L’originalità del monicker della band norvegese va di pari passo con quella della proposta musicale di un prodotto che affascina, colpisce e, soprattutto, lascia il segno. “Soliloquy” contiene dodici tracce di heavy metal melodico, potente, di classe, arrangiato finemente e prodotto con i fiocchi. Per chi ama i paragoni possiamo citare i Savatage, i Masterplan, i Rough Silk ed i Mob Rules, tutti gruppi che suonano di “pancia” ed amano interpretare il genere con maturità, passione ed intelligenza compositiva.

L’intro corale è l’incipit perfetto per l’apripista “The Last Supper”, intrisa di umori power e distesa su un tappeto di chitarre possenti ed una linea melodica limpida e decisa, addirittura pulsante nel ritornello. Una voce femminile rende le atmosfere vicine alla rock opera Aina, mentre la sezione ritmica spesso sfiora il prog meno intricato, ma con “Delusions Of Grandeur” si inizia a viaggiare spediti, ed i Teodor Tuff sono capaci di colpire il centro del bersaglio anche con passaggi più asciutti. Le song di “Soliloquy” possiedono un mood sorprendente e tutt’altro che happy e, grazie a tastiere puntualmente dosate con gusto ed arguzia, riescono a mantenere atmosfere decisamente metalliche. Impossibile non citare la travolgente “Heavenly Manna”, con le sue influenze etniche ed un incedere vagamente arabeggiante, tra litanie corali che richiamano i Kamelot di “Karma”. I Teodor Tuff dimostrano di aver trovato l’alchimia giusta, che trasuda nei passaggi acustici e più rarefatti, mentre la conclusiva “Tower Of Power” ci regala un finale sotto il segno del metal sinfonico (mai pomposo o ridondante), nell’episodio forse più immediato di “Soliloquy”.

 I Teodor Tuff, nonostante siano in giro da appena un paio d’anni, non sono dei novellini (a giudicare dalle foto), e con questo si spiegano molte cose. Ovvio, l’esperienza non basta, ma aiuta, soprattutto se va a braccetto con l’ispirazione compositiva ed una certa originalità, che di questi tempi è davvero merce rara. “Soliloquy” è un gran disco e già si prenota un posto nelle playlist di questo 2012 appena iniziato.

Voto recensore
8
Etichetta: Fireball Records

Anno: 2011

Tracklist:

01. Godagar
02. The last supper
03. Addiction
04. Mountain rose
05. Hymn
06. Delusions of grandeur
07. Heavenly manna
08. Deng’s dictum
09. Lullaby
10. Mind over matter
11. Tower of power


Sito Web: www.teodortuff.com

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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