Dieci anni senza un nuovo album sono un’eternità per qualsiasi band, e non è per nulla scontato che dopo tutto questo tempo una band possa fare ritorno in modo convincente. In questo senso, gli Anthrax hanno sicuramente dimostrato di avere dalla loro non solo la voglia, ma anche la caratura artistica per mettere sul piatto una certa sostanza. Il titolo, traducibile dal latino come “ho completato il mio percorso”, potrebbe far pensare a un possibile epilogo, ma non sembra questo il senso che la band gli attribuisce. Piuttosto, “Cursum Perficio” vuole rappresentare una sintesi di quanto gli Anthrax hanno costruito nel corso della loro carriera. E ascoltando il disco è difficile non cogliere questo aspetto: ci sono il thrash degli anni seminali, le aperture più heavy e rock, le influenze emerse durante l’era John Bush e anche soluzioni più moderne e attuali.
Dopo la breve introduzione strumentale “Persistence Of Memory”, “The Long Goodbye” sorprende per il passo cadenzato e l’atmosfera scura. Affidare a una canzone del genere il ruolo di opener non pare forse la scelta migliore da un punto di vista dell’impatto, ma indubbiamente siamo di fronte a un brano maturo, costruito su riff pesanti, una ritmica poderosa e un ritornello nel quale Joey Belladonna può sfruttare appieno le proprie capacità vocali. Poi arriva la nota “It’s For The Kids” e il collegamento con gli Anthrax classici diventa immediato: riff taglienti, velocità, attitudine da moshpit e un ritornello che sembra fatto apposta per essere cantato dal pubblico. È il tipo di brano che ricorda quanto la band sappia ancora funzionare bene nella sua versione thrash, senza dare l’impressione di una semplice imitazione di Madhouse (il cui richiamo era evidentissimo nel videoclip uscito come preview del disco).
La vera forza del disco, però, sta nella varietà. “Everybody’s Got A Plan” si muove su coordinate quasi da hard rock moderno, con una melodia cantabile e un refrain immediato, mentre “The Edge Of Perfection” è uno degli episodi più interessanti dell’album, capace di alternare momenti atmosferici e passaggi estremamente aggressivi, con Charlie Benante protagonista grazie a un lavoro costante della batteria nel sottolineare i cambi di direzione del brano. Non mancano nemmeno richiami alle sonorità più groovy e moderne, più vicine alle uscite degli anni Novanta: “Infectious” e “Target On My Back” procedono su un passo più lento e ossessivo e, onestamente, risultano entrambe un po’ troppo ripetitive e senza quella scintilla che potrebbe farne brani sopra la media, mentre “Watch It Go” supera l’esame, recuperando certe soluzioni ritmiche e melodiche che rimandano a un album come Sound Of White Noise.
Sul versante più nostalgico troviamo invece “NYC 93”, omaggio, sia per le scelte musicali sia per il testo, a una determinata stagione della scena newyorkese. È un pezzo diretto e divertito, anche se non raggiunge l’impatto dei momenti migliori. Più riuscita e particolare la title track, che parte in modo raccolto e riflessivo per poi svilupparsi in una composizione più ampia e variegata, con una bella alternanza tra chitarre pulite, melodie e un assolo particolarmente efficace, mentre “My Victory” chiude il disco tornando a un power-thrash energico, melodico e decisamente orientato alla dimensione live.
A tenere insieme questa quantità di influenze ci pensano la qualità dei musicisti e l’ottima produzione. I primi forniscono tutti una prestazione eccellente, con una sezione ritmica solidissima e dinamica e chitarre che alternano riff aggressivi, melodie e assoli spesso riusciti, senza trasformare la componente tecnica in semplice esibizione. Belladonna mantiene per tutta la durata dell’album una voce squillante e immediatamente riconoscibile, sempre perfettamente inserita nel sound del gruppo.
“Cursum Perficio” non è, e non pretende di essere, una ripetizione del loro passato glorioso. È piuttosto il risultato naturale di una band che ha attraversato epoche, cambiamenti e differenti linguaggi senza rinunciare alla propria identità. Qualche episodio meno convincente impedisce probabilmente al disco di mantenere lo stesso livello dall’inizio alla fine, e sicuramente mancano troppo spesso quell’immediatezza e quella “botta” che legittimamente i vecchi fan della band si aspettano, ma nel complesso gli Anthrax riescono nell’impresa più importante: dopo dieci anni di attesa, tornano con un album che suona attuale, personale e soprattutto ancora genuinamente creativo.

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Etichetta: Nuclear Blast Anno: 2026 Tracklist: 01. Persistence Of Memory 02. The Long Goodbye 03. It’s For The Kids 04. Eveybody’s Got A Plan 05. The Edge Of Perfection 06. Infectious 07. NYC 93 08. Cursum Perficio 09. T.O.M.B. 10. Watch It Go 11. My Victory Sito Web: https://www.anthrax.com |
