Possiamo tranquillamente affermare che i Game Over rappresentino una delle punte di diamante del thrash metal italiano — se non la punta di diamante — grazie a un’attività costante che supera ormai i quindici anni e a una discografia sempre solida e coerente.
La novità principale è l’evoluzione della formazione in una band a cinque elementi, con l’ingresso di Danny Schiavina alla voce e Leonardo Molinari al basso, che va a sostituire lo storico membro Renato Chiccoli.
I Game Over hanno sempre mostrato un amore viscerale per il thrash americano della vecchia scuola, e anche in questo nuovo lavoro continuano a pescare a piene mani da quel periodo, senza però ricalcare pedissequamente alcuna band in particolare. Detto ciò, il timbro del nuovo cantante potrebbe far avvertire una certa vicinanza allo stile degli Anthrax.
Dopo l’epico intro “The Final Hour”, si parte subito col botto con “Lust for Blood”: riff serrati, batteria martellante, assolo centrale fulminante — tutto al posto giusto.
“Neck Breaking Dance” rallenta leggermente, giocando più sul groove del basso e su ritmiche che richiamano la band di Scott Ian, pur mantenendo una forte impronta personale.
“Grip of Time” torna a spingere sull’acceleratore, con un break prolungato e coinvolgenti variazioni vocali.
“Lost in Disgrace” cambia registro, virando verso sonorità più cupe e dense, con melodie che evocano i Metallica e un passaggio centrale che richiama inevitabilmente alla mente “Orion”.
“Veil of Insanity” è il brano thrash per eccellenza: una sorta di compendio del genere, capace di variare velocità con grande naturalezza.
“Gateway to Infinity” ci porta invece in territori heavy metal più oscuri e ruvidi, quelli che hanno fatto da fondamenta al thrash stesso.
“Tempesta” è un preludio atmosferico, teso e cinematografico — sembra l’inizio di un film horror anni ’80 — che introduce “Crimson Fate”, una ballad lenta, carica di malinconia e sostenuta da melodie oscure.
Si chiude con “Weaving Fate”, pezzo potente, quasi caotico, arricchito da una breve parte parlata in italiano — probabilmente una citazione, ma non sono riuscito a risalire alla fonte.
Il nuovo cantante non fa rimpiangere il precedente, anzi, apre a possibilità espressive più ampie e versatili.
Nel complesso, si tratta di un ottimo album, che restituisce la sensazione di ascoltare una vecchia cassetta di una band underground degli anni Ottanta ritrovata in soffitta — piuttosto che un prodotto digitale del 2025.
Se da un lato questo è un punto di forza, dall’altro si avverte talvolta il rischio che l’amore e la profonda conoscenza per un genere così codificato trattengano la band in una sorta di comfort zone. Ma diciamocelo: ben vengano comfort zone come questa!

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Etichetta: Scarlet Records Anno: 2025 Tracklist: 01 - The Final Hour 02 - Lust For Blood 03 - Neck Breaking Dance 04 - Grip Of Time 05 - Lost In Disgrace 06 - Veil Of Insanity 07 - Gateway To Infinity 08 - Tempesta 09 - Crimson Waves 10 - Weaving Fate Sito Web: https://www.gameoverofficial.net |
