Sylosis + Revocation + guests: Live Report della data di Milano

In un freddo 5 febbraio, il Legend Club di Milano ha ospitato il ritorno dei Sylosis nel loro tour da headliner, che ha visto come ospiti speciali la band americana Revocation, gli olandesi Distant e gli americani Life Cycles. Con apertura porte alle ore 18.00, al di fuori del locale erano ben pochi i fan accorsi per assistere al battesimo dell’evento, affidato proprio ai Life Cycles. 

LIFE CYCLES

La band texana ha festeggiato i suoi dieci anni di carriera nel 2025. I giovani americani erano al loro primo tour europeo, ma non si sono lasciati spaventare dall’importanza dell’evento. Sebbene davanti a loro non ci fosse affatto un’orda di fan, i ragazzi hanno fatto del loro meglio per garantire uno show piacevole. La loro proposta è un crossover hardcore con elementi hip hop qua e là. Una miscela che non risulta sgradevole all’orecchio, ma nemmeno innovativa. Il risultato è comunque buono, con un sound piacevole, e un buon mixing. Il reparto a corde è rimasto per lo più statico, mentre è stato il cantante a macinare passi sul palco, spostandosi da una parte all’altra e attirando a sé il pubblico, che nel frattempo è aumentato di numero. Bombe 808 e riff serrati hanno lasciato spazio a diversi assoli tra una canzone e l’altra. La performance è stata più che piacevole, con il frontman che non ha mai smesso di chiamare a sè il pubblico chiedendo più volte di creare un circle pit, richiesta che è stata soddisfatta verso la seconda metà della propria performance. Il pubblico presente scuote la testa tenendo il tempo dei brani e si sente tra un brano e l’altro qualche commento positivo verso la band sopra al palco che nel poco tempo a disposizione confeziona uno show piacevole, chiudendo tra l’altro con un tributo ai Pantera, eseguendo il famigerato breakdown di “Domination“. 

DISTANT

La band olandese, che dal 2022 non manca di fare almeno una tappa all’anno nel Bel Paese, è accolta da un numero maggiore di persone sotto il palco rispetto al gruppo precedente. Pronta a scaldare ulteriormente l’atmosfera, dà il via alla propria “carneficina” con la sua proposta deathcore/down-tempo. L’aggressività è forse l’elemento che più li contraddistingue: sul palco tutto fila liscio, come da copione, e il pubblico non manca di creare un caotico circle pit sotto il palco. I suoni cavernosi e grotteschi, anche qui alternati a 808, rendono il muro sonoro ancora più schiacciante. Il reparto voce/batteria è probabilmente la componente più interessante dei Distant la quale performance non delude. Se però al primo concerto che vidi della band, rimasi colpito, devo essere onesto, la loro proposta mi ha lasciato leggermente apatico. Senza ombra di dubbio, nel tempo è emersa sempre di più la loro professionalità, che non è in discussione; per quanto riguarda la proposta musicale però, ritengo che, dopo l’ennesimo live, l’effetto non sia più coinvolgente come quello che avevo sentito qualche anno fa. Il risultato è uno show ben eseguito, ma con una resa musicale che, alla lunga, rischia di risultare ripetitiva. 

REVOCATION

A festeggiare i vent’anni di carriera tornano in Italia i Revocation, guidati dal carismatico genio musicale Dave Davidson. La band, reduce dall’ottima ultima release “New Gods, New Masters“, ha calcato il palco del Legend Club focalizzandosi sui propri cavalli di battaglia, oltre a proporre alcuni estratti dell’ultimo lavoro uscito nel 2025. L’atmosfera è cambiata completamente: dalla gioventù musicale delle band precedenti si è passati a musicisti con più anni di esperienza nel panorama metal. Tra tante formazioni che alle volte finiscono per emularsi a vicenda, i Revocation cercano di uscire dai cliché anche grazie allo stile compositivo unico di Dave Davidson, che, forte della sua formazione di stampo jazz, non manca di includere nei propri brani qualche chicca per i più puntigliosi, peculiarità molto apprezzata da chi ascolta da anni la band. Saliti sul palco, i musicisti hanno proposto “Cronenberged”, brano tratto dall’ultimo lavoro in studio, ottenendo un’ottima risposta da parte del pubblico. La band americana sa come muoversi sul palco e non sbaglia un colpo, sebbene le parti tecniche e gli accordi utilizzati non siano affatto di semplice esecuzione. Dave Davidson, capitano dei Revocation, fa sembrare tutto fin troppo facile e, insieme al resto della band, riesce a dare al live un valore aggiunto rispetto ai dischi, anche grazie al diverso approccio nella gestione delle voci, che non vede più il solo leader protagonista ma anche il bassista Alex Weber: due timbri che si completano a vicenda e che lasciano sperare di sentirli affiancati in modo ancora più marcato in un eventuale futuro album della band. I suoni, come del resto per tutta la serata, sono risultati più che soddisfacenti e la carica della band americana non ha mancato di esaltare il pubblico. In molti hanno seguito con attenzione le dita del leader, che tra un passaggio e l’altro si è distinto per autenticità ed espressività. Sono mancate le “gag” alle quali avevamo assistito durante il loro ultimo live in Italia, ma poco importa, dato che il tempo a disposizione dei nostri era davvero limitato: poco più di quaranta minuti di performance che, tra “Sarcophagi Of The Soul” e “Strange And Eternal”, sono giunti al termine con la title track del settimo lavoro della band, “The Outer Ones“. Uno show fantastico, che si sarebbe soltanto voluto più lungo.

Setlist:

  1. Cronenberged
  2. Sarcophagi of the Soul
  3. Existence Is Futile
  4. Diabolical Majesty
  5. Galleries of Morbid Artistry
  6. Dystopian Vermin
  7. Strange and Eternal
  8. The Outer Ones

SYLOSIS

Josh Middleton e i suoi Sylosis sono pronti a fare il loro ingresso in scena dopo l’ottima performance dei Revocation. L’ultima volta che la band ha calcato un palco italiano eravamo al Live Club di Trezzo sull’Adda, dove apriva per gli americani Fit For An Autopsy in un concerto che, personalmente, avevo trovato più freddo rispetto a quello messo in atto questa sera. All’epoca, infatti, il locale, pur contando diversi spettatori, non aveva raggiunto una risposta ottimale, anche a causa della grandezza della location; situazione ben diversa da oggi, dato che il Legend Club, sebbene più piccolo, risulta pieno. Inoltre, nello show odierno, la band può contare dietro le pelli su Ali Richardson, batterista che dal 2014 ricopre il ruolo nel gruppo inglese e che, per una coincidenza di tour con il suo altro progetto, i Bleed from Within, non aveva potuto accompagnare i Sylosis durante il precedente tour europeo. La band inglese sale sul palco proponendo “Erased”, uno dei nuovi singoli che faranno parte del futuro “The New Flesh“, in uscita il 20 febbraio. Il pubblico risponde bene e questa è solo l’apertura di un live che si rivelerà molto coinvolgente. Josh richiede movimento sotto il palco e viene prontamente accontentato; nel frattempo il rullante di Ali martella senza sosta, mentre aumenta la frequenza cardiaca di chi, tra uno spintone e l’altro, segue con le dita la velocità delle sue esecuzioni. La setlist, variegata, non lascia a bocca asciutta nessuno, se non chi si aspettava una preview ancora più ampia del disco di prossima uscita. Oltre al già citato “Erased”, infatti, vengono proposti solo altri due brani tratti dal nuovo lavoro: “The New Flesh”, title track dell’album uscita un paio di mesi fa con video ufficiale, e “All Glory, No Valour”, unico pezzo non ancora disponibile in streaming. La prova della band è davvero convincente e, sebbene non sia un grande fan del gruppo, non posso non ammettere che i Sylosis sanno davvero il fatto loro: il prossimo disco sarà sicuramente un ascolto atteso da molti.

Setlist:

  1. Erased
  2. I Sever
  3. Worship Decay
  4. Heavy Is The Crown
  5. Poison for the Lost
  6. All Glory, No Valour
  7. Where the Sky Ends
  8. Eclipsed
  9. Servitude
  10. Reflections Through Fire
  11. Teras
  12. Pariahs
  13. Deadwood
  14. The New Flesh

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