Quando gli opposti si incontrano, non sempre funziona bene, e gli opposti in questo caso sono, musicalmente parlando, il ruvido hard blues texano e il raffinato e intricato prog rock britannico. Questo concetto si potrebbe applicare alla storia dei texani Stray Dog, band che nei seventies ha pubblicato un paio di dischi per poi scomparire.
Gli inizi risalgono al 1968, anno di fondazione degli Aphrodite. Formati dal chitarrista e cantante Snuffy Walden, il bassista, cantante e tastierista Al Roberts e il batterista Randy Reeder si dedicano a un potente rock blues, e per qualche anno suonano in giro, anche oltre i confini del loro stato, ottenendo qualche riscontro. È proprio durante un concerto a Denver, in Colorado, che vengono notati niente meno che da Greg Lake, al tempo in forze ai colossi del prog Emerson Like & Palmer. Sarà la loro grande occasione. Lake e il suo manager Neville Chesters li convincono a trasferirsi in Inghilterra per fargli registrare un album per la Manticore, l’etichetta degli EL&P, ma il batterista decide di restare negli States (suonerà per un breve periodo nei Bloodrock e nei melodic rocker Alexis), venendo così sostituito da Les Sampson, che aveva suonato per un periodo con i Road di Noel Reding. L’arrivo in terra britannica comporterà il cambio di nome in Stray Dog e, sotto l’egida dei loro protettori, che al tempo vendevano quantità di dischi inimmaginabili (il loro “Brian Salad Surgery” otterrà il disco di platino ancor prima di uscire nei negozi, con le sole prevendite) inizieranno a fare la vita da rockstar, con prove in sale lussuose, limousine con guardie del corpo e inevitabili alcol e droghe varie. In questo periodo, Walden avrà addirittura l’occasione di spiegare a Brian May il funzionamento del suo eco a nastro Echoplex, effetto che poi diventerà caratterizzante per il suono del chitarrista dei Queen. In ogni caso il disco viene inciso e pubblicato nel 1973, intitolato semplicemente con il nome del gruppo, per la produzione di Lake e della band stessa.
Il disco si apre con “Tramp (Hoow It Is)”, con un intro di tastiere e cori che, per contrasto, sfocia in un torrido hard blues, con un suono secco ed essenziale, una ricca articolazione di riff, la chitarra in costante assolo e la voce di Walden a sottolineare il tutto con tonalità dotate di una certa enfasi interpretativa. Segue “Crazy”, dall’inizio vagamente hendrixiano e uno sviluppo, sempre all’insegna dell’hard blues, ancora una volta ricco di passaggi e stacchi, alcune dissonanze incluse, con gli eccellenti assoli di Walden ad impreziosire il tutto, mentre “A Letter” inizia in acustico, e consiste in una ballad a tinte psych, molto caratteristica per il periodo. Il pezzo successivo è una molto ben riuscita cover di Chevriolet” dei conterranei ZZ Top, che avevano pubblicato solo un anno prima sul loro secondo, splendido album “Rio Grande Mud”. “Speak Of The Devil” ha un’andatura funk per tutto il brano, pur risolta con sonorità solidamente rock blues, e sempre all’insegna del blues è “Slave”, uno slow caratterizzato dalle solite sonorità a tratti dissonanti, e un ritornello che prende altre direzioni, a dimostrazione della libertà compositiva di quei tempi. In chiusura troviamo “Rocky Mountain Suite (Bad Road)”, con un inizio dilatato e psichedelico e un proseguo all’insegna di un hard rock piuttosto articolato e in continuo movimento, per la durata di oltre 8 minuti.
La band intraprenderà un lungo tour in giro per il mondo in apertura agli Emerson Like & Palmer, oltre che concerti singoli, ma il successo non arriverà, sia per la spietata concorrenza che c’era al periodo, sia per una promozione non all’altezza da parte dell’etichetta. Un secondo album verrà pubblicato, sempre per Manticore, nel 1974, avrà il titolo di “While You’re Down There”, ma, complici alcuni cambiamenti di formazione (l’aggiunta del secondo chitarrista Tim Dulaine e del tastierista Luis Cabaza), pur discreto, non sarà all’altezza del debutto, incerto sulla direzione da intraprendere, fra brani legati al passato e alcune scelte melodiche non del tutto riuscite. Anche questo non avrà i riscontri sperati, e la band, inevitabilmente, arriverà allo scioglimento.
Chi avrà successo nel mondo della musica sarà Snuffy Walden, che inizialmente collaborerà cin i Free e Paul Kossoff e andrà in tour con Donna Summer e Chacka Khan, ma la sua vera affermazione sarà come autore di colonne sonore (come quella di “The West Wing. Tutti gli uomini del Presidente”) e sigle per programmi televisivi.
Nella riscoperta di gruppi di culto del passato, il nome dei Salty Dog tornerà nel 1993 con la pubblicazione dell’album “Fasten Your Seat Belts”, contenente rarità quali versioni alternative e in concerto di alcuni brani e, nel 2010 il disco dal vivo “Live From the Whiskey a Go-Go”, con la registrazione di un concerto tenuto il 15 marzo 1975.
Il debutto verrà anche ristampato con pezzi dal vivo come bonus track. L’ascolto di questo primo disco degli Stray Dog è in ogni caso consigliato per la qualità e per la testimonianza di quanta varietà e fantasia veniva espressa in anni musicalmente magici e irripetibili.

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Etichetta: Manticore Records Anno: 1973 Tracklist: 01. Tramp (Hoow It Is) 02. Crazy 03. A Letter 04. Chevriolet 05. Speak Of The Devil 06. Slave 07. Rocky Mountain Suite (Bad Road) |
