Skindred – Recensione: Smile

Dopo un’attesa lunga cinque anni, con di mezzo una pandemia ed un tour in giro per il mondo a supporto di moltissimi musicisti, finalmente gli Skindred tornano con “Smile”.

Se la paura di orribili tormentoni estivi è dietro l’angolo e ormai sempre più viva, ci pensa la band di Newport a farci compagnia e purificare i nostri provati timpani.

Il genere, coerentemente con quanto proposto negli album precedenti, è la perfetta tessitura tra cultura underground, reggae, metal e qualcosa che è difficile da descrivere ma che è puramente Skindred

La peculiarità di questa band, che negli anni non è scesa a compromessi, è proprio quella di creare una vera e propria unione culturale per poi trasformarla in musica.

Che qualcosa bollisse in pentola lo si era capito dall’uscita del singolo “Gimme That Bottom”, pezzo pieno di adrenalina e composto proprio per impedire alle persone di rimanere ferme ad ascoltare passivamente la musica. 

“Life That’s Free” rappresenta il lato sperimentale degli Skindred che, pur avendo alle spalle una carriera ventennale, strizzano l’occhio ad alcune sonorità più elettroniche senza però farsi sovrastare, usandole come uno strumento aggiuntivo piegato a proprio piacimento. Il mood del pezzo è l’anima della band, quella libertà che in pochi si prendono e si sanno prendere.

“L.O.V.E. (Smile please)” ha inaugurato la stagione 2023 dei singoli e, per quanto sia la canzone meno incisiva dell’album, è comunque il fulcro di questo disco sia per il testo che per la posizione nella tracklist. A livello di genere siamo di fronte a qualcosa di molto radiofonico e in grado di avvicinare anche chi di fronte ad una chitarra leggermente distorta storce il naso. Rispetto al contesto in cui è inserita risulta sottotono, ma nel complesso rappresenta un giusto momento di stop all’interno di un album tutt’altro che calmo.

“This Appointed Love” molto rastafari e al contempo grezza, rappresenta un viaggio il cui riff, estremamente cantilenante, è un trampolino per la voce di Benji Webbe, sagoma e icona della band, la cui timbrica così caratterizzante non ha fatto che rafforzarsi e rinvigorirsi negli anni.

“Unstoppable” ed il suo graffio Nu Metal featuring un sacco di roba è la perfetta conclusione di un album quasi perfetto. 

La produzione non eccessiva valorizza i tratti distintivi degli Skindred, senza creare quella patina sovrastrutturale che ha rovinato numerosi artisti. 

“Smile” è un cocktail di ottima musica, ma da bere in purezza e che ti porta ad ordinarle un altro e poi un altro e un altro ancora, ma questa volta non c’è la sbronza colossale alla fine, ma solamente la voglia di correre a vedere le prossime date del tour.

Etichetta: Earache Records

Anno: 2023

Tracklist: 01. Our Religion 02. Gimme That Bottom 03. Set Fazers 04. Life That's Free 05. If I Could 06. L.O.V.E. (Smile Please) 07. This Appointed Love 08. Black Stars 09. State Of The Union 10. Addicted 11. Mama 12. Unstoppable
Sito Web: https://skindred.net

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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