Rossington Collins Band – Recensione: Anytime, Anyplace, Anywhere

Dop il tragico incidente aereo del 20 ottobre 1977, che aveva posto la parola fine alla prima parte della storia leggendaria dei Lynyrd Skynyrd, i membri superstiti erano rimasti inattivi per qualche tempo, anche per guarire dai numerosi danni fisici che il disastro aveva fatto loro subire. La voglia di salire su un palco però non li aveva mai lasciati, ed ecco che, dopo aver bazzicato in altre situazioni per qualche tempo, arrivava la decisione di continuare a fare musica assieme. Dopo aver suonato tutti assiema a Nashville, in occasione della Volunteer Jam di Charlie Daniels nel ’79, i chitarristi Gary Rossington e Allen Collins, il tastierista Billy Powell, e il bassista Leon Wilkenson (il batterista Artymus Pyle si era escluso dopo un ulteriore incidente che gli aveva comportato la frattura di una gamba) reclutano il chitarrista Barry Lee Harwood, proveniente dagli Alias (band di Powell, Wilkenson e Pyle, autori di un unico disco, “Contraband” del 1979) e il batterista Derek Hess. Il tasto più delicato era ovviamente la voce. Giudicando impossibile trovare qualcuno con il carisma di Ronnie Van Zant, e per differenziarsi dalla band madre, la scelta sarà per una voce femminile. La prescelta fu Dale Krantz, già corista dei 38 Special, dotata di una vocalità calda e potente, intrisa di blues e soul. Il nome prescelto per questa nuova formazione, fu semplicemente Rossington Collins Band, e a quel punto iniziarono lunghe e impegnative prove per comporre nuovi brani.

Il materiale registrato presso gli El Adobe Studios di El Paso, in Texas porterà all’album di debutto della nuova formazione. Il titolo sarà “Anytime, Anyplace, Anywhere”, pubblicato nel 1980 sempre per la MCA.

L’apertura è affidata a “Prime Time“, ed è subito Skynyrd sound al 100%, con quei giri di r’n’r sudista, le chitarre slide, il piano e però, con la differenza fondamentale della voce di Kranz, roca e sporca di blues, che non solo è totalmente all’altezza della situazione, ma dà colore e calore al tutto in maniera magnifica. “Three Times as Bad” è un brano sulla falsariga delle ballad alla “Tuesday Gone”, ma a fare la differenza è ancora l’intensissima interpretazione vocale della Kranz, coadiuvata ovviamente a meraviglia da una band che maneggia questa materia musicale con rara maestria. Strepitoso l’assolo di piano di Powell. Il pezzo di maggior successo, che porterà l’album fino al disco d’oro, è però il singolo “Don’t Misunderstand Me“, dove la vocalist duetta con Harwood, un boogie dal riff irresistibile, linee vocali immediate ed efficaci e un rallentamento centrale che sfocia in assoli di chitarra che diventerà un piccolo classico del rock sudista. “One Good Man” è un intenso e articolato brano dalle tonalità soul, con una delle migliori prestazioni vocali del disco, anche grazie alla drammatica linea vocale, e notevoli parti soliste, mentre “Opportunity” è una cavalcata che vive della tensione creata da sezione ritmica e chitarre sempre in movimento. “Getaway” è un mid tempo con una linea vocale dalla struggente melodia soul, e interessanti soluzioni armoniche, mentre “Winners and Losers” è un southern rock blues più nel solco della tradizione, con i chitarristi ad alternarsi in eccellenti assoli. Un robusto riff di scuola Skynyrd introduce “Misery Loves Company“, che sfocia in parti vocali maggiormente melodiche, e in finale troviamo “Sometimes You Can Put It Out” , dall’inizio swingato e un proseguo da nerboruto country rock, con pianoforte e chitarre slide a contendersi gli assoli.

Il disco ottenne un buon successo, anche grazie al singolo di lancio, e il tour che ne seguì ebbe anch’esso un ottimo riscontro, con un repertorio che, ovviamente includeva anche brani dei Lynyrd Skynyrd (con “Free Bird” eseguita solo in versione strumentale e cantata in coro dal pubblico), ma purtroppo, la morte per parto della moglie di Allen Collins, lo portò a saltare numerose date per uno stato depressivo in cui cadde, con un corollario di abusi di vario genere. Nonostante questo, ci fu il tempo per pubblicare un nuovo album nel 1981, il buon “This is the Way”.

Lo scioglimento avvenne nel 1982, portando i due leader a formare rispettivamente la Allen Collins Band, sempre in compagnia di Powell, Harwood, Wilkenson e Hess, fino a che un incidente nel 1986 ridusse il leader in sedia a rotelle (mancherà nel 1990), e alla The Rossington Band, che il chitarrista formò assieme a Dale Kranz, nel frattempo diventata sua moglie. Qualche anno dopo ci sarà la reunion dei Lynyrd Skynyrd (con Kranz che sarà loro corista fino alla morte del marito), ma questa è un’altra storia che, nonostante tutti i lutti che hanno funestato la formazione, continua tutt’oggi.

La Rossington Collins Band non ha avuto quindi la sola funzione di “band ponte” verso la ricostituzione dei Lynyrd Skynyrd, ma ha prodotto della musica eccellente, anche con qualche elemento di personalità rispetto alla formazione madre. Anche fosse solo per questa ragione è importante ricordarsene.

Etichetta: MCA Records

Anno: 1980

Tracklist: 01. Prime Time 02. Three Times as Bad 03. Don't Misunderstand Me 04."One Good Man 05. Opportunity 06. Getaway 07. Winners and Losers 08. Misery Loves Company 09. Sometimes You Can Put It Out
Sito Web: https://www.facebook.com/p/The-Rossington-Collins-Band-100057279436749/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi