Motörhead – Recensione: Seriously Bad Magic

Per coloro i quali, come il sottoscritto, si ergono a strenui difensori del primato – politicamente delizioso e scorretto – della quantità sulla qualità, l’uscita di “Seriously Bad Magic” è un evento da salutare con fare entusiasta e festoso. Con sedici tracce sul piatto, delle quali due inedite, ed altri quattordici classici registrati dal vivo in occasione dell’ultimo tour della band inglese, il menu si presenta davvero ricco e quantitativamente quasi irrinunciabile. Per molti, moltissimi altri però, la riedizione di un album certamente generoso ma non memorabile, per quanto in un’edizione accompagnata da tre brani aggiuntivi ed un live tecnicamente insufficiente (ed umanamente impietoso per il suo ritratto di un artista morente), sarà solamente un atto di mera speculazione commerciale che la presenza di due soli inediti stenta a giustificare. Ed il bello è che, basta dare una sbirciata sui social, queste due fazioni difendono le proprie ragioni con pari intensità e pur nell’evidente impossibilità di trovare un punto d’incontro in memoriam. Abbandonata dunque ogni pretesa di oggettività, un ingrediente che talvolta rovina una recensione invece di arricchirla, in questa sede ci si limiterà a sottolineare come “Bad Magic” sia stato e costituisca tuttora un album importante nella discografia dei Motorhead, incarnando l’ultima versione in studio del trio fronteggiato da Lemmy Kilmister, che ci avrebbe lasciato a Dicembre del 2015, solamente quattro mesi dopo l’uscita del disco. Si trattava di un lavoro che noi stessi definimmo piacevole ma che non aspirava certamente a rappresentare la parola definitiva: il fatto comunque che, anche in questa occasione, i nostri fossero riusciti a dispensare una manciata di ascolti di decorosa densità (“Thunder & Lightning”, “Shoot Out Of All Your Lights”, “Evil Eye”), nonostante i noti problemi di salute del suo frontman ed i quaranta – intensissimi – anni di carriera alle spalle, faceva di “Bad Magic” un prodotto infarcito di clichè (“Victory Or Die”) e testi disimpegnati (“Electricity”), bluesy ed amaramente divertente (“Fire Storm Hotel”, “When The Sky Comes Looking For You”) ma anche struggente e malinconico (“Till The End”), a suo modo perfetto per uscire di scena in dissolvenza ma pur sempre a testa alta. E senza dimenticare le riuscite cover di “Sympathy For The Devil” (The Rolling Stones) e “Heroes” (David Bowie), con quest’ultima accolta con entusiasmo anche dal pubblico di Internet.

Se quindi non rimane molto da aggiungere sull’edizione originale del disco, va però segnalato che Silver Lining Music, etichetta con sede a Londra, ne rilascia in questi giorni un’edizione aggiornata, contenente un paio di tracce inedite ed un disco bonus registrato dal vivo al Fuji Rock Festival in contemporanea con l’uscita del lavoro originale, semi inascoltabile ma in grado – come detto – di fotografare con onestà lo stato di forma precario dei Motorhead a poche settimane dal loro forzato scioglimento. Per quanto riguarda in particolare le due nuove canzoni, “Bullet in Your Brain” e “Greedy Bastards” regalano un totale di sette minuti e mezzo che difficilmente aggiungeranno qualcosa di nuovo a quanto già detto e suonato da Kilmister, Campbell e Dee, ma alle quali va in ogni caso riconosciuto il merito di porsi come qualcosa di più rispetto al classico specchietto per le allodole (uccelli concettuali e suppongo inesistenti). La prima è il classico pezzo tirato, esempio di quell’heavy punk che Lemmy ha contribuito a creare e cristallizzare: l’assolo di chitarra e la parte che lo precede sono forse tra i momenti maggiormente degni di interesse, contribuendo a fare di un pezzo tutto sommato già sentito qualcosa di leggermente meno scontato. La seconda invece si apre con un’inedita introduzione parlata da parte dello stesso cantante, scegliendo sorprendentemente il languido tono della ballad malinconica per la sua missione di denuncia politica e sociale. Una canzone bella e compiuta, brillante dal punto di vista degli arrangiamenti nonostante i toni dimessi, e che chiude gli ascolti se saggiamente si sceglie di soprassedere sul bootleg allegato a questa uscita.

Concludere l’articolo scrivendo che “Seriously Bad Magic” non rappresenta un acquisto obbligato sarebbe così scontato e banale che, alla fine, si vorrebbe quasi cedere alla tentazione di farlo ed amen. Al di là della rilevanza trascurabile dei nuovi contenuti offerti in occasione di questa uscita, la considerazione forse più interessante rimane quella relativa ad un gruppo che, comunque lo si tratti, lo si racconti e lo si usi, riesce sempre ad uscirne con la coscienza pulita, lo sguardo alto, l’orgoglio di chi per quarant’anni avrà anche compiuto dei passi falsi, che è la vita, ma senza mai tradire se stessi né i fan. Senza mai mentire, né fingere, né giocare con i proclami, il passato, le parole. Nella sua consistenza leggera e per carità poco necessaria, questo disco è a suo modo un testamento della grandezza dei Motorhead e della leggenda che sono diventati. Talmente liberi e grandi che il loro nome trascende la dimensione del supporto, la qualità dello streaming o gli scopi terreni di un’operazione come questa.

Etichetta: Silver Lining Music

Anno: 2023

Tracklist: CD1 01. Victory Or Die 02. Thunder & Lightning 03. Fire Storm Hotel 04. Shoot Out All of Your Lights 05. The Devil 06. Electricity 07. Evil Eye 08. Teach Them How To Bleed 09. Till The End 10. Tell Me Who To Kill 11. Choking On Your Screams 12. When The Sky Comes Looking For You 13. Sympathy For The Devil 14. Heroes 15. Bullet In Your Brain 16. Greedy Bastards CD2 01. We Are Motörhead 02. Damage Case 03. Stay Clean 04. Metropolis 05. Over the Top 06. String Theory 07. The Chase is Better Than the Catch 08. Rock It 09. Lost Woman Blues 10. Doctor Rock 11. Just ‘Cos You Got the Power 12. Going to Brazil 13. Ace of Spades 14. Overkill
Sito Web: facebook.com/OfficialMotorhead

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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