Autore: Marco Soprani

Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

Sonic Haven – Recensione: Vagabond

“Bentornato power tedesco!”, ecco cosa verrebbe da esclamare al termine dell’ascolto di “Vagabond”, disco che porta all’esordio una formazione fronteggiata da Herbie Langhans (Avantasia, Firewind). Mixato da Sascha Paeth (chitarrista e produttore che in terra teutonica ha prodotto praticamente… tutti), l’album è un concentrato di ritmi veloci, voci...

Arachnes – Recensione: A New Day (Re-issue)

Sono generalmente ben disposto nei confronti delle riedizioni: se hanno deciso di pubblicare nuovamente un disco uscito dieci anni fa, mi dico con un mix di ottimismo e pigrizia, vuol dire che forse c’è del potenziale inesplorato e l’album merita una seconda possibilità. Con gli italiani Arachnes succede...

Hunter – Recensione: Hungry Heart

A La Serena, in Cile, ci sono spiagge assolate, osservatori astronomici, delfini e vigneti che forniscono uve per la produzione del pisco, un’acquavite sudamericana che da quelle parti è bevanda nazionale. A La Serena ci sono anche gli Hunter, formazione AOR che pubblica il primo album nel 2018,...

Escape – Recensione: Fire In The Sky

In un momento nel quale le pance dilatate del mercato accolgono tra le loro pareti sempre nuove proposte, anche il ritorno sulla scena di vecchi act appare operazione facile, o almeno facilitata: più canali di ascolto, costi inferiori ed occasioni di visibilità a costo zero rappresentano spesso elementi...

Farcry – Recensione: Balance

I FarCry sono una band di rock melodico statunitense, autrice di due album usciti nel 2009 (“High Gear”) e 2011 (“Optimism”). Fermatisi ai box nel 2013 e successivamente costretti a riaggiustare la formazione per rimediare alle defezioni intervenute negli anni successivi, gli americani sono tornati in studio nel...

Temple Balls – Recensione: Pyromide

Al debutto sulle pagine di metallus.it, i finlandesi Temple Balls sono in realtà una formazione che – affacciatasi sul mercato nel 2016 – vanta già due album all’attivo, un nutrito seguito nella terra del Sol Levante e concerti di apertura a supporto di Sonata Arctica, Queen, Deep Purple...

Winding Road – Recensione: Winding Road

Formati in Svezia nel 2018 dall’incontro di Magnus Åkerlund (Blender) e Jan Hedlund (Coastline, Eagle Down), due artisti di diversa estrazione musicale ma entrambi accomunati da una buona esperienza, i Winding Road si completano con l’innesto di Jonas Tyskhagen (Incardine, Soxity, Yo Motherfucker, Bitches Brew) alla voce ed...

Stephen Crane – Recensione: Kicks

Già attivo alla fine degli anni settanta con i Baby, a Stephen Crane la major MCA diede la possibilità di debuttare in forma solista nel 1984 con la pubblicazione di “Kicks”, album al quale collaborarono Steve Lukather e Jeff Porcaro dei Toto, nonché una moltitudine di chitarristi ospiti....