Autore: Marco Soprani

Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

Rian – Recensione: Twenty-Three

I RIAN sono un quartetto svedese proveniente dalla capitale Stoccolma, che ha debuttato nel 2017 con “Out Of Darkness” e che oggi pubblica – accasatosi con Frontiers – il primo di una serie di album che ne inaugurano una sorta di secondo capitolo (“Rian 2.0”) nella promettente carriera....

Heaven & Earth – Recensione: V

Trasudante classicità da tutti I suoi pori, “V” è un disco con i baffi. Quelli della camicia di un rassicurante Maurizio Costanzo (1988), quelli sfoggiati da Toni Iommi sulla copertina di “Black Sabbath for ukulele”, o ancora quelli di Magnum P.I. nella indimenticabile serie televisiva con Tom Selleck....

Big City – Recensione: Testify X

Giusto per sgrombrare il campo da equivoci, ed alimentare le speranze, Frontiers Music presenta I Big City come una band proveniente dalla Norvegia ed in grado di rievocare (dolci) ricordi di Firewind, Queensryche, Magnus Karlsson’s Free Fall, Europe e Fair Warning. Fondati in origine dal chitarrista e compositore...

Toby Hitchcock – Recensione: Changes

Potente e carismatica, la voce di Toby Hitchcock pare fatta apposta per prestarsi a quel rock melodico buono per tutte le stagioni, cullato da un mix di convenzioni e convinzioni che lo rendono sempre simile  a se stesso, eppure capace di sopravvivere ad evoluzioni, contaminazioni, tramonti ed altre...

Devils In Heaven – Recensione: Rise

L’etichetta tedesca AOR Heaven sembra aver scovato, con la pubblicazione di “Rise”, una bella storia di esotismo e lieti fini: i Devils In Heaven sono infatti una rock band proveniente dalla lontana Tasmania, attiva e di qualche successo televisivo nei primi anni novanta e poi inesorabilmente spazzata via...

King Company – Recensione: Trapped

Probabilmente unico Paese al mondo nel quale le uscite heavy metal non sono relegate ad una categoria a parte, la Finlandia rappresenta una fucina inesauribile di talenti, ispirati dalle sue giornate fredde e buie, dai suoi silenzi e dalle sue candide distese di alberi e neve. Orfano inconsolabile...

Kent Hilli – Recensione: The Rumble

Ex giocatore di calcio ed affacciatosi relativamente tardi al mondo della musica, lo svedese Kent Hilli ha accumulato album e esperienze con i Perfect Plan prima di giungere oggi alla pubblicazione del suo primo lavoro da solista. Composto avvalendosi anche della collaborazione di Alessandro Del Vecchio, Pete Alpenborg...

Crowne – Recensione: Kings In The North

Viva i supergruppi, dico io. Se da un lato questi progetti hanno spesso il vizio di generare aspettative eccessive ed irrealistiche, dall’altro l’assemblaggio di gente esperta ci risparmia tante ingenuità, indecisioni e ripensamenti. Frontiers deve aver pensato più o meno la stessa cosa quando ha combinato i talenti...