Faun – Recensione: Eden

Sono passati quattro anni dall’uscita di “Totem”, un album che ha reso noti i Faun e la loro musica folk anche al di fuori della patria Germania, con una serie di tour che ha toccato anche il nostro paese. Se il folk metal vive un momento di indiscutibile splendore e in Italia le band come i Finntroll, i Korpiklaani, Saltatio Mortis, Subway To Sally e (senza mettere il naso troppo fuori) i bravi FolkStone, sono seguiti ed apprezzati, i Faun, attivi dal 2002, sono rimasti invece più nell’ombra. Se i gruppi citati mischiano infatti il metal alle sonorità popolari, l’ensemble di Oliver “Sa Tyr” Pade, abbraccia totalmente questa seconda sfaccettatura, ma attenzione, non si tratta solo di musica medievale o cornamuse da osteria, i Faun esplorano la dimensione “folk” in un’ottica globale, sposando i flauti, le ghironde e il bouzouki a numerosi percussioni e a strumenti di provenienza nordafricana e mediorientale. Il risultato è dunque molto ricco ed elegante, grazie a delle tracce che puntano in modo deciso sull’emozionalità e mostrano un bagaglio linguistico e culturale di alto livello. Tedesco arcaico e moderno, ma anche lingue nordeuropee, l’inglese e il latino, sono i canali espressivi della band, che tuttavia implementa questo discorso di ricerca così profondo e a tratti complesso, con una musica calda e sincera che arriva diretta all’ascoltatore, con melodie che fanno istantanea breccia.

E’ così che “Lupercalia”, brano in lingua latina con voci femminili sovrapposte, descrive un antico rituale con sensualità, mentre “Zeitgeist”, in tedesco, è più ragionata e nelle lievi venature elettroniche che si mischiano al flauto, rappresenta una leggera commistione con la darkwave. Non è un caso che i Faun siano apprezzati anche da chi segue questo genere, lo vediamo anche in “Hymn To Pan”, inno alla gioia e alla natura dove la narrante voce di Oliver è racchiusa in un contesto delicato e introspettivo. Citiamo poi le ottime “Adam Lay Bounden”, “Ynis Avalanch” e “The Market Song”, dall’incedere incalzante, danze del passato che trovano vesti nuove e affascinanti. “Eden” è un ascolto vario e intrigante, i Faun inanellano note vibranti, talvolta solari, talaltra notturne a seconda delle esigenze dei brani, regalandoci un lavoro di sicuro valore.

Voto recensore
7
Etichetta: Noir Records

Anno: 2011

Tracklist:

01. Lupercalia
02. Zeitgeist
03. Iduna
04. The Butterfly
05. Adam Lay Bounden
06. Hymn to Pan
07. Pearl
08. Oyneng yar
09. Polska FrÂn Anderson
10. Alba
11. Ynis Avalach
12. Arcadia
13. The Market Song
14. Golden Apples


Sito Web: www.faune.de

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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