Marduk – Recensione: Wormwood

Ve lo avevamo detto… “Rom 5:12” avrebbe potuto essere un episodio spartiacque nella carriera dei Marduk e in effetti, “Wormwood”, che vede la luce a due anni di distanza, conferma tutte le particolarità registrate nel suo predecessore.

Un disco vario, epico, ricco di riferimenti all’ambient e a folk apocalittico nel quale il trademark della band è sempre inconfondibile. La prima cosa che si nota all’ascolto è la duttilità della voce di Mortuus, che passa dallo screaming a sinistri sibili a seconda delle esigenze dei brani. Brani talvolta taglienti, talvolta di una sentita e maestosa drammaticità (“Funeral Dawn” eredita in pieno lo spirito di Quorthon) in cui la tecnica esecutiva della corazzata svedese si erge con severo rigore. Senza troppi fronzoli però, senza inutili auto-compiacimenti della padronanza del bagaglio esecutivo.

I tappeti di riff tessuti da Morgan sono fulminanti, ma spesso vanno incontro a dei rallentamenti pregni di pathos epico, mentre la sezione ritmica, di Devo Andersson e Lars Broddesson, è come sempre tellurica e dalla precisione chirurgica, in particolare negli episodi più veloci.

Non mancano inoltre le consuete “sperimentazioni” a base di ambient, ma forse sarebbe più corretto dire che tale elemento è ormai entrato a far parte dell’economia del sound Marduk. Questa volta abbiamo “Unclosing The Curse”, un brano artificiale e freddo di natura prettamente strumentale. “Wormwood” ha un unico difetto, che può essere valutato come più o meno grave a seconda dei punti di vista: ricalca in massima parte “Rom 5:12”, nello stile e nelle intenzioni. Se siete fan del macabro ensemble questo non sarà affatto un ostacolo e accoglierete “Wormwod” come il nuovo capolavoro degli svedesi, in caso contrario, non sarà questa release a farvi cambiare idea.

Voto recensore
7
Etichetta: Regain / Masterpiece

Anno: 2009

Tracklist:

01.Nowhere, No-One, Nothing
02.Funeral Dawn
03.This Fleshy Void
04.Unclosing The Curse
05.Into Utter Madness
06.Phosphorous Redeemer
07.To Redirect Perdition
08.Whorecrown
09.Chorus Of Cracking Necks
10.As A Garment


Sito Web: http://www.myspace.com/truemarduk

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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