The Michael Schenker Group – Recensione: MSG

La storia inizia nel 1979, anno nel quale Michael Schenker, lo straordinario chitarrista tedesco ex Scorpions, e dal 1974 chitarrista degli immensi UFO, con i quali inciderà alcune delle più belle pagine della storia della musica che noi tutti amiamo, decide di lasciare la navicella spaziale per intraprendere una propria carriera solista. Le ragioni addotte riguardano l’esigenza di fare musica più adatta al suo stile musicale, anche se non riteniamo impossibile che fattori extra musicali abbiano avuto il loro peso.

Fatto sta che all’inizio Schenker recluta nientemeno che un allora relativamente poco conosciuto Billy Sheenan al basso e il batterista di Montrose e Sammy Hagar, Danny Caramassi, con i quali registrerà alcuni demo. Per l’album di debutto però i musicisti coinvolti saranno il cantante Gary Barden, il bassista Mo Foster e lo straordinario batterista Simon Philips, coadiuvati alle tastiere da Don Airey. Ottenuto un contratto con Chrysalis Records, che era anche l’etichetta degli UFO, questa formazione debutta nel 1980 con un disco intitolato semplicemente “The Michael Schenker Group”, prodotto da Roger Glover, e dai contenuti strepitosi. Brani quali “Armed And Ready”, “Cry For The Nations”, “Victim Of Illusion”, la strumentale “Into The Arena” e “Lost Horizons” restano fra i grandi classici della band e in generale fra le cose più belle mai scritte nell’ambito dell’hard rock melodico.

Il buon riscontro di critica e di vendite, porteranno, l’anno seguente, a dare un successore a un debutto così riuscito. Nel frattempo la formazione viene quasi del tutto rivoluzionata. Confermato il solo Gary Barden, entrano nella band Paul Raymond (già con Schenker negli UFO) a tastiere e chitarra ritmica, Chris Glen (ex Sensational Alex Harvey Band) al basso e il leggendario Cozy Powell alla batteria, fresco di fuoriuscita dai Rainbow. Registrato presso gli Air Studios fra Londra e Montserrat, per la produzione di Ron Nevison (che aveva lavorato su album di Who, Led Zeppelin e Bad Company, e prodotto nomi quali Thin Lizzy, UFO e Survoivor), l’album esce nel settembre del 1981 ed è intitolato semplicemente “MSG”. Sarà non solo uno dei vertici dell’intera carriera del chitarrista tedesco, ma uno dei punti fermi dell’hard rock di quegli anni.

Il disco inizia con “Ready To Rock”, con un riff che si collega direttamente all’esperienza con gli UFO, una batteria incalzante e una bella linea vocale dall’ottima propensione melodica, che sfocia in un ritornello semplice ed efficace. Neanche da dire il livello superlativo dell’assolo di chitarra, accentuato dai passaggi della batteria di Powell. A ruota segue la perla “Attack Of The Mad Axeman”, con le chitarre armonizzate iniziali, un riff molto Rainbow e un lavoro alla batteria che dà un’ulteriore dimostrazione, ce ne fosse mai bisogno, della grandezza e della personalità di Cozy Powell. La linea vocale è epica ed evocativa, con uno stacco centrale melodicissimo autenticamente da brividi, e l’assolo di chitarra è da antologia. Delle tastiere ariose introducono, con un’atmosfera da western “On And On”, iniziata da un arpeggio di chitarra per proseguire con un solido riff a sostegno della splendida melodia vocale. Il delicato ritornello è supportato in maniera commovente dalle tastiere di Raymond, e anche qua l’assolo di chitarra è un gioiello di scelte melodiche pazzesche che conducono tutto il pezzo, ed esecuzione di grinta e pulizia esemplari. “Let Sleeping Dogs Lie” si divide fra un inizio epico in alternanza a un proseguo più classicamente rock, quasi zeppeliniano, arricchito da stacchi musicali e vocali di grande evocatività, con un Barden in grande spolvero, seguita da “But I Want More”, dall’intro di tastiere che sembra tratto dalla colonna sonora di un film fantasy, l’arpeggio iniziale, un riff di puro hard melodico e una linea vocale coerente con il tutto, che si dipana poi in numerosi cambi di tempi e atmosfere, con numerosi interventi solisti al solito di altissimo livello, in una varietà strutturale dal grande fascino. “Never Trust a Stranger” è il contributo compositivo di Paul Raymond (gli altri brani sono opera di Schenker e Barden), e consiste in una delicata ballad introdotta da piano e voce, che prosegue con bellissimi linea melodica e ritornello e, tanto per cambiare, un assolo di chitarra pressoché perfetto. Per contrasto “Looking For Love” è il brano più tirato dell’intero lotto, con un riff serrato e un compattissimo lavoro di basso e batteria, il tutto però all’insegna di una epica melodia sempre presente e di grande livello (uno come Axel Rudi Pell su un pezzo così ci ha costruito una carriera) e un assolo finale del “solito” livello incredibile. Chiude il tutto “Secondary Motion”, con la chitarra solista che dà la melodia iniziale, che prosegue in un mid tempo dalla linea vocale molto evocativa, un ritornello quasi “americano” (almeno rispetto a quanto fino a qui ascoltato) seguito da uno stacco vocale delicatissimo, e l’assolo come sempre a dir poco perfetto.

L’album, che avrà anche un buon riscontro commerciale, si può considerare il miglior prodotto a nome Michael Schenker Group, in un equilibrio mirabile fra hard rock, propensione melodica tipicamente europea, evocatività e capacità dei singoli musicisti a dir poco straordinarie.

Il vertice della carriera di questa formazione arriverà durante il tour di quest’album, dove, nella data di Tokyo, verrà registrato il suntuoso live “One Night At Budokan” dell’82, che avrà un grande riscontro di vendite e sarà a tutti gli effetti, uno dei dischi dal vivo più riusciti e importanti di tuti gli anni ’80. La band proseguirà con alcuni cambi di formazione per altri due dischi, “Assault Attack” dell’82, con Graham Bonnet alla voce e “Built To Destroy”, dell’anno successivo, che vedrà il ritorno di Barden e l’abbandono di Powell a favore di Ted McKenna.

La carriera di Schenker proseguirà poi con il McAuley Schenker Group, e in un alternarsi di dischi solamente a suo nome con riproposizione della vecchia sigla MSG (e contemporaneamente una riunione con gli UFO dal 1994 al 2003), fino ai giorni nostri, ad alterne fortune, e un livello qualitativo non sempre continuo. È dello scorso anno il nuovo lavoro “Don’t Sell Your Soul”, ancora a nome Michael Schenker Group.

Certo è che se si vuole ascoltare il vertice della produzione del chitarrista tedesco, è bene concentrarsi sui primi lavori, dei quali questo “MSG” rappresenta con ogni probabilità il vertice assoluto, e in generale uno dei più bei dischi dei quel decennio.

Etichetta: Chrysalis Records

Anno: 1981

Tracklist: : 01. Ready To Rock 02. Attack Of The Mad Axeman 03. On And On 04. Let Sleeping Dogs Lie 05. But I Want More 06. Never Trust a Stranger 07. Looking For Love 08. Secondary Motion
Sito Web: https://www.facebook.com/MichaelSchenkerRocks

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