Derek Sherinian – Recensione: Molecular Heinosity

Esordiamo pure senza fronzoli: c’è un limite a tutto!!! Passi la voglia di giustificare la noiosità della proposta di un artista rifugiandosi dietro la mera descrizione della complessità di questo o quel passaggio tecnico; passi il voler giustificare l’inesistente appeal che ha un album come il qui presente “Molecular Heinosity” dietro alla catalogazione di fusion strumentale (come se a chi si cimenta in tali partiture fosse tutto concesso); passino una serie di collaborazioni (Alice Cooper, Dream Theater, Billy Idol, ecc…) che hanno innalzato l’uomo Derek Sherinian oltre i suoi oggettivi meriti artistici e passino infine gli input ricevuti ora (Zakk Wylde, Virgil Donati, Brian Tichy, Brett Garsed) e precedentemente dalla prestazione di una serie di assi alla sua corte…passi tutto ciò…e rimane nelle nostre mani un album pressoché inascoltabile, come se ci trovassimo al cospetto dell’ennesimo CD del guitar hero meno dotato (o l’ennesimo clone di Malmsteen che dir si voglia).

Non ce ne voglia il buon Derek ma sembra che sia in atto una vera e propria involuzione che ci fa rivalutare, ad esempio, gli album dei Planet X come “capolavori” del genere…pur essendo opere poco più che modeste. Non ci siamo proprio!

Voto recensore
4
Etichetta: Inside Out / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist:

01. Antarctica

02. Ascension

03. Primal Eleven

04. Wings Of Insanity

05. Frozen By Fire

06. The Lone Spaniard

07. Molecular Intro

08. Molecular Heinosity

09. So Far Gone


Sito Web: http://www.myspace.com/dereksherinian2008

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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