Jeff Scott Soto – Recensione: Live At Firefest 2008

Vero e proprio animale da palcoscenico, Jeff Scott Soto ha sempre conquistato tutti con il proprio carisma e con l’energia che sembra avere in scorte inesauribili. Dagli inizi con Malmsteen all’esperienza solista, passando per Talisman, Journey e l’impegno con la monumentale Trans-Siberian Orchestra, ha sempre portato sulle spalle il ruolo del trascinatore: quale miglior occasione di provarlo che non una performance live? Si tratta, in questo caso, del Firefest 2008. E poco importa, in questo caso, se proprio al Gods – antesignano del Firefest – del 2002 era stato registrato un altro live, tanto vivo e a modo suo differente è l’entusiasmo di questa release. Un’atmosfera straordinaria, che si fa palpitante come in una grossa e grassa jam session nei pezzi contenuti nel secondo CD, con un medley finale semplicemente da urlo. Ad accompagnare Soto, Howie Simon alla chitarra, Dave Dzialak alla batteria e Gary Schutt al basso: come ricorda il cantante, che al tempo era in tour con la Trans-Siberian Orchestra, avevano avuto tempo di provare 30 minuti assieme dopo un anno in cui ognuno era andato per la propria strada. Una quasi improvvisazione, dunque, ma è impossibile rendersi conto di eventuali imperfezioni tanta è l’energia messo in campo dal condottiero Soto, che fino alla non esaltante riproposizione di "Eyes Of Love" mette in fila una serie di potenziali hit fatti a posta, nella loro prorompente dimensione live, per infettare la memoria degli ascoltatori. Dall’ipnotica "21st Century" alla deliziosamente funkeggiante "Mountain", passando per le più dirette "Soul Divine" e "Our Song", non c’è un attimo di sosta. Ancora, nel secondo CD, trovano spazio la straordinaria reinterpretazione di "Crazy" di Seal e l’emozione allo stato puro nel medley per voce e pianoforte, per non parlare della splendida "Ill Be Waiting" dei Talisman.

Monumentale e sincero, Jeff Scott Soto fornisce – sempre che ce ne fosse bisogno – la riprova di essere uno dei migliori frontman in circolazione, regalando un live album da vivere con il cuore e tutto d’un fiato.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers

Anno: 2010

Tracklist: CD1:

01. 21st Century
02. Colour My XTC (prelude)
03. Soul Divine
04. Drowning
05. Our Song
06. DD Solo
07. Guitar Jam
08. Mountain
09. Eyes Of Love
10. Testify
11. Broken Man

CD2:

01. Hey
02. Crazy
03. Piano Medley (If This Is The End, Nobody Said It Was Easy, 4 U)
04. Gin & Tonic Sky
05. I'll Be Waiting
06. Funky Medley (Play That Funky Music, Jungle Boogie, The Roof Is On Fire, Brick House, Shake Your Booty, Kung Fu Fighting, Yo Baby Yo, Macho Man, Ice Ice Baby, Stayin’ Alive, Another One Bites The Dust, Walk This Way, My Love, My Friend)

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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