ASP – Recensione: fremd

Luci ed ombre su “fremd”, il nuovo album dei goth rockers tedeschi ASP. L’ensemble guidato dal vocalist e principale compositore Alexander “Asp” Spreng, arriva al traguardo del settimo studio album in dodici anni di attività ma al di là di un percorso tanto produttivo, non si assesta su livelli qualitativi rimarcabili. A cavallo tra accattivanti soluzioni in chiave rock e la durezza del metal, “fremd” inizia oggettivamente molto bene. Se escludiamo l’anonima intro “A Prayer For Sanctury”, i due brani successivi (“Wechselbalg” e “Eisige Wirklichkeit”) sono deliziosamente ficcanti, supportati dal possente crooning di Alexander e dotati di un refrain irresistibile che tuttavia non nega l’opus malinconico delle canzoni. Questi pezzi mettono già in luce però quello che è il principale difetto dell’album, ovvero un’eccessiva lunghezza dei singoli episodi che finiscono per affossarsi dentro ripetizioni evitabili. In effetti, prima di ascoltare un altro momento efficace, dovremo aspettare fino alla tagliente “Schön, Schön, Schön” (dal corpus prettamente metal), poiché il resto tarda a decollare. Ne è un esempio lampante l’interminabile suite “Angstkathedrale (Canterbury Version)”, che da un lato mostra la capacità della band di combinare più stili creando un macabro pezzo che unisce componenti doom e gotiche, dall’altro ne sottolinea l’incedere fin troppo lento e appunto ripetitivo. In definitiva un ascolto sufficiente, non mancano degli highlight ma nemmeno delle macchie che ne inficiano la scorrevolezza. Per la cronaca, il prodotto sarà disponibile anche in edizione limitata con un secondo Cd contenente remixes e brani dal vivo.

Voto recensore
6
Etichetta: Out Of Line / Audioglobe

Anno: 2011

Tracklist:

01. A Prayer For Sanctuary
02. Wechselbalg
03. Eisige Wirklichkeit
04. The Mysterious Vanishing Of The Foremar Family
05. Rücken An Rücken
06. Angstkathedrale (Canterbury Version)
07. Schön, Schön, Schön
08. FremdkörPerson, Erstens
09. Unverwandt


Sito Web: www.aspswelten.de

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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