Martone – Recensione: Clean

A un anno di distanza dal suo lavoro precedente, Dave Martone torna sulla scena, questa volta con un disco che non ha assolutamente nulla in comune con “When The Aliens Come”. Se l’album del 2007 rivelava la vena più intransigente e sperimentale della sua composizione, questo “Clear”, come dice il titolo, si snoda su una linea più semplice e diretta, con brani brevi ed immediati. Non mancano naturalmente i pezzi più incentrati sulla tecnica, come “Dinky Pinky” e in parte “Hard Wired”, ma per la maggior parte si tratta di pezzi che esplorano diversi stili musicali, con una prevalenza per il rock veloce. Fanno eccezione ancora “Bossa Dorado”, che ha un ritmo latineggiante e “If I Was A Piano”, interamente acustico; gli episodi migliori in ambito rock sono invece “Nail Grinder”, in cui la chitarra di Martone assume tonalità beffarde, e “Turn On The Heater”, con alternanza di suoni puliti e suoni distorti. Si tratta quindi, nella sua diversità ed eterogeneità, di un lavoro piacevole e ricco di sentimento, da non lasciarsi sfuggire se interessati a fare conoscenza con un musicista dallo stile versatile e, almeno questa volta, non eccessivo.

Voto recensore
7
Etichetta: Magna Carta / Edel

Anno: 2008

Tracklist:

01. The Goodie Squiggee Song
02. Nail Grinder
03. Bossa Dorado
04. Dinky Pinky
05. Coming Clean
06. Hard Wired
07. If I Was A Piano
08. Moron Face
09. Turn On The Heater
10. Angel Fish
11. Fading Into Change


anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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