Ov Hell – Recensione: The Underworld Regime

C’era molta curiosità attorno a questo “The Underworld Regime”, un po’ per i nomi coinvolti, praticamente una all-star black metal band, un po’ per la questione Gorgoroth-God Seed-Ghaal. Curiosità che spesso e volentieri in queste situazioni sfocia in delusione, fortunatamente non è il caso degli Ov Hell, band del duo Shagrath (Dimmu Borgir) e King (ex-Gorgoroth). Ad accompagnare i due leader troviamo, in veste di session, Frost, Ice Dale e Teloch, tutta gente nota e dall’indiscutibile valore. Chi si aspettava un album di black metal violento ed impenetrabile resterà leggermente spiazzato dal debut degli Ov Hell. Il disco si apre con la serrata “Devil’s Harlot” ma è con “Post Modern Sadist” che emerge la vera anima del progetto. Prendete gli Immortal post “At the Heart of Winter”, aggiungeteci i Gorgoroth migliori ed un drumming esagerato ed ecco il vero sound di “The Underworld Regime”. L’album alterna sapientemente brani veloci (non troppo comunque) a mid tempo epici in puro stile Immortal, omaggiati in più e più punti, soprattutto nello screaming di Shagrath. A qualcuno non piacerà, ma gli Ov Hell hanno fatto centro, anche se un album del genere avrebbe colpito di più se non fosse stato preceduto da un masterpiece come “All Shall Fall”. La sorpresa, in fin dei conti, è sentire come un disco del genere sia nettamente superiore agli ultimi Dimmu Borgir e agli sbiaditissimi e confusionari Gorgoroth di Gaahl e King. La prova del 9 sarà quella dal vivo nella speranza che la line up resti stabile come in studio, intanto godetevi queste otto tracce di black metal prelibato. “I Am My Own Holocaust”.

Voto recensore
7
Etichetta: Indie Recordings

Anno: 2010

Tracklist: 01. Devil’s Harlot
02. Post Modern Sadist
03. Invoker
04. Perpetual Night
05. Ghosting
06. Acts of Sin
07. Krigsatte Faner
08. Hill Norge

Sito Web: http://www.myspace.com/ovhell

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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