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ZZ Top – Recensione: Fandango!

Torrido e piccante proprio come la terra d’origine dei texani ZZ Top, “Fandango!” è la definitiva consacrazione di una band genuina, ironica, coinvolgente, ma contiene anche una delle prove dal vivo tuttora più efficaci nella storia del rock: ascoltando il “lato A” di quello che è il loro quarto album è impossibile rimanere fermi e non lasciarsi trascinare dai ritmi scatenati di “Thunderbird”, come pure dalla contagiosa cover di “Jailhouse Rock” e dal successivo medley.

Nel lato B trovano spazio nuove composizioni, e sono la dimostrazione palpabile di un’ecletticità che poco spesso viene riconosciuta alla band, e che è merito soprattutto dell’imperversare di un indemoniato Billy Gibbons: si passa con scioltezza dal grasso e corposo riffing della strumentale “Nasty Dogs And Funky Kids” al blues classico di “Blue Jean Blues” e della sonnolenta e irresistibile “Mexican Blackbird”, passando per le frizzanti, ariose e solari “Balinese” e “Tush”, interpretate dal bassista Dusty Hill. Quest’ultima, in particolare, rimane uno dei brani più noti degli ZZ Top.

In soli 33 minuti la band scrive quello che rimane un punto di riferimento per l’hard rock intriso di blues, di cui gli ZZ Top sono indiscutibilmente stati fra i migliori interpreti. La combinazione micidiale dell’energia e del sudore che traspaiono dai solchi del “lato A” e della genialità dei brani del “lato B” fanno di “Fandango!” una delle migliori sintesi della forza della band.

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