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Zoe Metal Fest: Live Report

Nell’uggiosa serata del 6 ottobre ci apprestiamo ad assistere ad un festival organizzato dall’attivissima Dreamlive, giovane agenzia di eventi live che si muove soprattutto nel milanese e che dà spazio soprattutto ai nuovi virgulti italici.

In questa serata si esibiscono in particolare quattro band di generi in parte differenti fra loro. Il primo gruppo che suona sul palco del locale milanese sono gli epic metaller Assedium, forti di un debutto, un miniCD autoprodotto, di buonissimo valore, che, come avremo modo di scoprire, ha parecchie carte da giocare in fase live.

Di fronte ad un pubblico poco numeroso ma deciso a supportare la band vengono intonati alcuni brani del miniCD ‘Far From The Light’. Pian piano il coinvolgimento del pubblico cresce, di pari paso con la qualità dei pezzi presentati, che aumenta sino all’apoteosi di ‘Cimmerian Steel’, ottimo pezzo di epic metal per nulla scontato e ‘Far From The Light’, anthem da cantare a squarciagola. Conclusione a sorpresa dello show con la ricercatissima cover ‘Heavy Metal Angels’ dei misconosciuti e grandiosi Heavy Load.

Gli Assedium hanno dimostrato una buona compattezza sul palco anche se la scarsa esperienza live ha come controparte una timidezza che deve esser quanto prima superata; in ogni caso un plauso va fatto ad ogni singolo musicista del gruppo, dal preciso batterista Daniele all’axe hero Guido, che si lancia in alcuni assoli ben confezionati.

Unico appunto andrebbe fatto per il singer Marco, che sebbene bravissimo, in certi casi indulge troppo in acuti lancinanti che di certo non aiutano la fruizione del brano.

Nel complesso questa esibizione è stata positiva e a livello emozionale si è sicuramente rivelata come la migliore di tutta la serata.

La band successiva, che giunge a sorpresa nella scaletta prevista, sono gli Stratosfear (debitori del sound degli Stratovarius in primis), autori di un classico power metal sinfonico, in cui le tastiere di Giampiero Dionigi giocano un ruolo essenziale e di primo piano.

Insieme ad alcuni pezzi di propria produzione la band propone una serie di cover che colpiscono nel segno in quanto eseguite discretamente e senz’altro famose.

Il pubblico, che nel frattempo è cresciuto di numero, apprezza particolarmente ‘Emerald Sword’ dei Rhapsody, egregiamente rivista dagli Stratosferar.

Purtroppo il singer, Giacomo Cherubini, ogni tanto non riesce ad arrivare a prender tutte le note e si trova soprattutto a proprio agio sui pezzi della band mentre nelle cover non convince appieno.

Conclusa la seconda performance è il turno dei Triskell, unico gruppo che si distacca in modo abbastanza marcato dal sound metal (sinfonico o tradizionalista che sia).

I suoni, che precedentemente non erano stati ottimi, diventano un ostacolo non indifferente per la prova della band, che propone uno stile più oscuro, sulla scia dei Sentenced, con aggiunte di rock moderno.

I primi pezzi colpiscono in modo positivo ma a lungo andare la miscela proposta dai nostri sembra non far breccia sugli astanti che sono paurosamente calati di numero.

Punti cardine di questa band talentuosa (sembrano indubbiamente i più professionali del lotto) sono il sound onnipresente della tastiera di Cristiano Patuzzi e la voce profonda di Fabio Corizza, che ben si amalgamano ai riffoni pesanti delle due chitarre.

Gli headliner Endless Time hanno il compito poco felice di chiudere la serata di fronte ad uno sparuto manipolo di astanti (probabilmente essendosi fatta l’ora un po’ tarda molti fan convenuti hanno deciso di tornare verso casa in anticipo).

Un vero peccato perché gli Endless Time hanno sfornato una buona prestazione, eseguendo anche due cover, ossia ‘Mirror Mirror’ dei Blind Guardian e ‘Fear Of The Dark’ degli Iron Maiden. Purtroppo il numero esiguo di presenti non ha concesso ai nostri di ricevere il giusto come back emozionale, soprattutto per i cori della cover dei Maiden che di solito riescono a coinvolgere tutti.

Al di là delle cover i nostri eseguono un discreto numero di pezzi propri che convincono in pieno (sicuramente più delle cover, che in alcuni frangenti non risultano totalmente riuscite), tratti dai due demoCD fino ad ora prodotti, ossia ‘Ancient Tales’ e ‘War Of Blinds’.

In particolare risultano maggiormente accattivanti i brani del secondo lavoro, che riflettono una crescita a livello di maturità compositiva. Si parla in questo caso delle ottime ‘Book Of Blind’ e ‘Ivory Gates’, che mixano il power metal d’origine con parti epiche e drammatiche, sostenute dal riffing di Brenno e dalle tastiere di Katya. Notevole anche la linea ritmica che vede l’ultimo entrato Malkavo, batterista, sugli scudi.

Il singer Sandro è senz’altro migliorato rispetto all’ultima volta che abbiamo avuto modo di vedere il gruppo on stage ed ora assicura anche una buona presenza sul palco.

Quindi, nonostante il poco seguito raccolto gli Endless Time possono andar fieri di una buona prestazione che sottolinea i continui progressi che il gruppo continua a far registrare.

Foto di Leonardo Cammi

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