Mantus – Recensione: Zeichen

Il gruppo tedesco Mantus nasce come progetto di Martin Schindler nel 1997 e si farà ulteriormente conoscere tra i più importanti rappresentanti del genere gothic metal, insieme ad altre band come i Lacrimosa. Il nome è ispirato alla mitologia etrusca, dove Mantus era tra gli dei dell’oltretomba colui che scortava le anime perse nell’Impero dei maledetti (associato alla città Manthva, che non è altro che l’odierna Mantova). 

Nonostante il successo dei loro album, notiamo la mancanza dai concerti live e festival, a differenza di altri gruppi dello stesso genere, che non si fanno mancare nulla nelle occasioni di promuoversi. Sarà anche perché difficilmente potrebbe Martin suonare tutti gli strumenti in contemporanea, come riesce nello studio…
La musica dei Mantus è apprezzata da tanti amanti del genere, grazie ai due musicisti plurivalenti: Martin Schindler e sua sorella Thalia (Tina Schindler). Nel 2000 escono con il primo album pubblicato: “Liebe Und Tod” seguito da tanti altri che hanno goduto di ottimi giudizi del pubblico e della critica musicale. Negli ultimi anni sono stati particolarmente creativi, specialmente dopo la pausa di qualche anno, sfornando tanta musica di qualità, nel solito stile gotico, tutto impregnato dello stesso sapore epico e sepolcrale.

Il nuovo lavoro della band, l’album “Zeichen” che in italiano significa “Segni”, non ci svela tante novità, mantenendo la tipica maestosa linea con orchestrazioni e arrangiamenti classici, saporiti da potenti riff, anche se prevalgono come sempre le tastiere ed è là che nasce il sound melodico nel più lugubre splendore che Martin è capace di creare nel suo stile romantico-funebre. Tutto colmato dalle caratteristiche voci di Thalia e dell’onnipresente Martin. I testi hanno come tematica i valori e conflitti universali, sentimenti estremi dell’umanità. Tra tutti prevale sempre l’amore e l’odio, la morte e l’immortalità, ma anche critiche su problemi sociali globali come razzismo e xenofobia. Sul nuovo album il duo enfatizza l’arroganza della società dei nostri tempi e l’abuso dell’uomo contro il pianeta che lo ospita. Testi e messaggio hanno sempre un forte impatto grazie alle profonde tematiche abbordate, che svelano anche l’interesse dei due tedeschi per la filosofia.

I due musicisti sono da tempo implicati anche in altri progetti paralleli darkwave/gothic/doom/electro: Black Heaven e Sepia.
“Zeichen” arriva in seguito al concept album del 2010 “Demut”, dove i Mantus interpretano l’opera di William Blake: “The Marriage of Heaven and Hell”. Già dai primi accordi dell’enigmatico primo brano, siamo introdotti nell’atmosfera di una sinfonia dark, dove la melodia accompagnata dal titolo, insieme alla copertina dell’album creano un quadro comune che ci riporta alla principessa Cassandra di Troja, la stessa che anticipava il disastro imminente per la sua città, ma le su profezie furono ignorate dal popolo… forti i simbolismi mitologici, nel tentativo di far sentire il loro messaggio all’umanità che sta distruggendo la Terra. Il manifesto epico dei Mantus viene trasmesso nel complesso di cori e orchestrazioni intense e drammatiche, dalla potente finezza di “Zwischenwelt” alla “Stille Des Ozeans” e  la title-track, tutte da gustare come veri inni gotici contemporanei, che racchiudono dentro le funebri melodie forti messaggi degni di considerazione.
Enjoy!

“..siate i benvenuti per vagare silenziosamente nel mondo sottorreaneo”

Voto recensore
7
Etichetta: Trisol

Anno: 2011

Tracklist:

01. Intro: Kassandra
02. Zwischenwelt
03. Die Stille Des Ozeans
04. Staub
05. Verbrannte Erde
06. Zeichen
07. Herzschlag
08. Traeumerei
09. Schweigen
10. Vor Dem Fenster
11. Echo
12. Der Schrei Des Schmetterlings
13. Ein Anderer Mensch


Sito Web: http://www.mantus.de/

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