Pain – Recensione: You Only Live Twice

A quanto pare i Pain di Peter Tagtgren hanno deciso di abbandonare la sperimentazione e le sonorità oscure e decadenti del precedente “Cynic Paradise” per approdare ai lidi di un rock/industrial disimpegnato e caciarone che mischia un’elettronica laccata ai dettami del metalcore di più largo consumo. “You Only Live Twice” è fondamentalmente un disco carino, con qualche brano azzeccato e divertente, ma prevedibile, plastificato all’inverosimile e cosa più grave, privo di una qualsivoglia pretesa artistica. Sembra che il buon Peter abbia perso la bussola (e anche le carte nautiche) ed abbia dunque pensato di sfruttare questa release dei Pain per ottenete un sound di facile assimilazione. Obbiettivo senza dubbio riuscito, tra basi di musica techno quasi da clubbing, grandi spazi di voce pulita sorniona al punto giusto e chitarrone grasse come una balena spiaggiata. Accanto però ad episodi oggettivamente piacevoli, come la titletrack, la rockeggiante “Dirty Woman” e “The Great Pretender”, tutto il resto si perde nell’anonimato e viene diluito nei dettami stilistici della musica alternativa per il pubblico più giovane. Ed è proprio ad un audience di adolescenti che sembra essere destinato questo “You Only Live Twice”.

Voto recensore
5
Etichetta: Nuclear Blast / Warner

Anno: 2011

Tracklist:

01.  Let Me Out
02. Feed The Demons
03. The Great Pretender
04. You Only Live Twice
05. Dirty Woman
06. We Want More
07. Leave Me Alone (Sonic Syndicate Cover)
08. Monster
09. Season Of The Reaper


Sito Web: Pain @ My Space

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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