Year of the Goat – Recensione: The Unspeakable

La carriera degli occult rockers svedesi Year Of The Goat prosegue con “The Unspeakable”, nuovo sigillo del cammino magico/esoterico percorso dal six-piece nordeuropeo. La “sympathy for the devil” cara al gruppo e di certo non celata dalle liriche, è musicalmente espressa attraverso un canale curioso per i tempi odierni, ovvero la ripresa di un rock dai tratti psichedelici e progressivi che affonda le sue radici negli anni ’60 e ’70. Un gusto retrò di cui i Year Of The Goat si sono fatti portabandiera con una certa personalità, qui ulteriormente accentuato da un equipaggiamento analogico che ne preserva il flavour antico.

“The Unspeakable” è una cerimonia in musica che alterna brani dal minutaggio variabile con in comune un notevole gusto estetico, tra melodie ariose e refrain efficaci. Crepuscolare ma orecchiabile, il vintage rock degli svedesi prende spunto ora dai Black Sabbath e ora dai Black Widow, senza rinunciare a un utilizzo cospicuo di cori à la Queen che riempiono di solennità i ritornelli scanditi dalla voce versatile del bravo Thomas Sabbathi.

“All He Has Read” apre le danze con una misteriosa preghiera di voci stregate e le percussioni che ne scandiscono il ritmo fanno da ponte ad un brano dalla melodia portante che ricalca le atmosfere noir del pezzo, ma davvero irresistibile. Le basi di mellotron si mostrano subito nevralgiche all’economia del sound, tessendo passaggi vicini a un certo rock d’antan che vanno ad arricchire parti dei brani, ritagliandosi spesso dei cammei molto ampi (“The Wind”).

Spunta qua e là il fantasma dei Sabs in alcuni cupi rallentamenti dove i riff di chitarra si ispessiscono (“World Of Wonders”), ma trionfa il brano avvincente dove le melodie solenni entrano immediatamente sottopelle e si fanno ricordare (“Pillars Of The South”, “The Vermin”, “The Sermon”). Non mancano alcune tracce con maggiori particolarità, ad esempio “The Emma”, un blues rock onirico, oppure “Black Sunlight”, dal flavour vagamente western nelle corde della scena dark americana.

Intrigante e di ascolto non complesso, “The Unspeakable” arricchisce di un tassello la discografia di questo gruppo interessante e avvolto da un alone di mistero.

Voto recensore
7
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. All He Has Read
02. Pillars Of the South
03. The Emma
04. Vermin
05. World Of Wonders
06. The Wind
07. Black Sunlight
08. The Sermon
09. The Key And The Gate (Alternative Version – Bonus Track)
10. Riders Of Vultures


Sito Web: https://www.facebook.com/yearofthegoat

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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