Metallus.it

Sabbath Assembly – Recensione: Ye Are Gods

Il progetto Sabbath Assembly, creatura di Dave Nuss, ritorna in scena con “Ye Are Gods”, secondo episodio sulla lunga distanza. Questa volta Dave si avvale della collaborazione della brava vocalist Jamie Myers (Ex- Hammers Of Misfortune e Wolves In The Throne Room) per regalare al pubblico un disco davvero coraggioso. “Ye Are Gods” ha davvero poco a che vedere con il metal a tutto tondo, siamo piuttosto di fronte a una release di rock d’avanguardia che per molti aspetti ricalca lo spirito della musica più raffinata ed esoterica degli anni ’60 e ’70, muovendosi tra progressive, folk, blues e psichedelia. Segnaliamo inoltre un panorama lirico di carattere filosofico e religioso che fa proprie alcune emanazioni crowleyane, partendo dalla lotta tra le entità comunemente considerate Bene e Male, le quali, nella forza di Gesù Cristo, trovano alla fine unità, sconfiggendo la paura e la morte. Dio è il Potere, Lucifero la Luce, Satana l’Amore e Gesù Cristo rappresenta appunto l’unità di ciò che è divino. Ma non vogliamo rivelarvi di più, sarà il vostro ascolto a cogliere le molteplici sfumature liriche di “Ye Are Gods”. Ci soffermiamo però su come l’opera scorra in modo omogeneo, avvalendosi talvolta di profondi passaggi melodici eseguiti dalla viola e dal pianoforte, sui quali si adagia la voce di Jamie. In altri punti è preponderante una dimensione più schiettamente rock, sempre stemperata da soluzioni melodiche differenti, come i cori gospel dell’ottima “Exit” e l’andamento vagamente “beatlesiano” di “The Love Of The Gods”. In definitiva un prodotto interessante e sopra le righe.

Exit mobile version