Kenos – Recensione: X-Torsion

Sono passati tre anni dall’ottimo “The Craving” e di certo non si può accusare i Kenos di essere rimasti con le mani in mano. “X-Torsion” non è infatti un rientro in formato standard che cerca semplicemente di consolidare la proposta stilistica precedente, ma mostra una band coraggiosa che prova ad inglobare nuovi elementi e a rimodellare la propria personalità su coordinate diverse. Ad analizzare ogni brano si possono trovare accostamenti ed evoluzioni strutturali sempre ricercate, che inglobano non solo il thrash-death più tecnico ed elaborato, ma anche molti momenti melodici e inserti che vanno dal black-gothic, al dark-doom, al post-rock progressivo, ad un certo groove industriale. L’insieme è praticamente impossibile da rinchiudere in un sottogenere preciso e si consolida in una forma più progredita e meno immediata rispetto al passato, con l’inevitabile risultato di necessitare un piccolo sforzo di assimilazione. L’unico appunto che ci sentiamo di muovere al gruppo è che nell’arte musicale non sempre la somma degli elementi corrisponde al risultato finale. Pur con tanta carne al fuoco “X-Torsion” ci pare infatti un lavoro leggermente meno riuscito del precedente; comunque ricco di momenti superbi che mostrano le straordinarie qualità del gruppo, ma ancora troppo caotico nell’esposizione per diventare quel capolavoro definitivo che è senza dubbio nelle possibilità della band. Non di meno ci sentiamo di consigliarvi vivamente l’ascolto e l’acquisto di un album che rimane coinvolgente e notevolmente sopra la mediocre ripetitività di molto metal contemporaneo.

Voto recensore
8
Etichetta: My Kingdom Music / Masterpiece

Anno: 2010

Tracklist: 01. Room Sexteen
02. 2012 Omega Assimilation
03. Encounter
04. I Remember
05. X-Torsion
06. Bitchswitch
07. Erocktika (Desert Dancing Raven Queen)
08. Revolver Revival
09. AddictionXtinction
10. Eyes Of Hurricane part. 2
Sito Web: http://www.myspace.com/kenosband

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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