Shortie – Recensione: Worthless Smiles

Cromosomi di EmoCore e NuMetal, per un disco che niente di nuovo aggiunge a certe sonoritá ormai in declino. Eppure questo ‘Worthless Smiles’ talvolta sa farsi piacere, nonostante l’inflazionamento del genere. La band di Sacramento (etá: dai 18 ai 21 anni) ama la melodie dolci e amare, costantemente alla ricerca dell’easy listening a tutti i costi, riducendo la componente impatto al suono non particolarmente feroce delle chitarre. Il pezzo di successo potrebbe essere dietro l’angolo, o almeno è quello che si può pensare quando ‘The One’ o ‘Reaction Time’ si incastrano nel cervello sin dal primo ascolto. Non mancano i momenti meno scolastici e scontati, che alla fine sono anche i piú interessanti, e scopri che gli Shortie potrebbero diventare qualcosa in piú che una semplice copia carbone di grossi numi tutelari: ‘David Bowie’ mostra molto senza sbilanciarsi troppo, mette in luce alcune intuizioni meno superficiali del solito e dimostra come sia possibile raggiungere un’efficace sintesi in poco piú che tre minuti. Peccato che il resto fatichi a decollare come dovrebbe, più che altro per una questione di tempi: a volerla dire tutta, se questo disco fosse uscito nel 1998 il discorso sarebbe decisamente diverso. Il pezzo dedito allo sperimentalismo viene posto in coda, forse non casualmente, e si chiama ‘Sour Times’: una (discutibilissima) cover dei mai troppo lodati Portishead, che ruota attorno ad un suono pericolosamente esposto all’inquietudine, meno impulsivo, sostanzialmente distaccato da quello che la band s embra volerci dire nel resto del disco. L’album per arrivare alle masse ci sta tutto, i pezzi spacca classifica anche; sfortunatamente, manca quel quid necessario per staccare l’agguerrita concorrenza e, soprattutto, una massiccia dose di originalità. L’impressione che resta è che la band potrebbe raggiungere grandi consensi, nell’immediato futuro: buon per loro e per tutti coloro che li seguiranno. Da questa parte, il giudizio è appena sufficiente.

Voto recensore
6
Etichetta: Earache/Self

Anno: 2003

Tracklist: 5 Seconds
Kill The World
Waiting
Reaction Time
The One
Some Times
Open Season
David Bowie
Getting Over You
Sour Times

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