House Of Lords – Recensione: World Upside Down

Il re è tornato: lunga vita al re! Dopo una serie di annunci e puntuali smentite, Gregg Giuffria è rientrato negli House Of Lords. E poco importa che ad accoglierlo, dei vecchi compagni d’avventura, rimanga soltanto il cantante James Christian. Senza nulla togliere ai sempre impeccabili chitarristi e a sezioni ritmiche di tutto rispetto, quando non di lusso, infatti, il sound della band americana è salito alla ribalta grazie alle tastiere di Mr. Giuffria, che dopo aver scritto la storia del pomp rock con Angel e Giuffria aveva rivelato, negli House Of Lords, l’anima più "commerciale" (che brutta parola, però!). E con quali risultati! Dopo ‘Demons Down’ era arrivata una lunga pausa interrotta un po’ a sorpresa da ‘The Power And The Myth’: un album controverso, uscito a nome House Of Lords pur battendo strade per buona parte inesplorate da Christian e compagni. E non a caso Giuffria non faceva parte della squadra.

‘World Upside Down’ è un ritorno senza deviazioni dritto nel cuore di quella magniloquenza e quella regalità che hanno reso grandi gli House Of Lords. Lo è fin dall’intro strumentale, ma il trittico di partenza è di quelli da mozzare il fiato: in un crescendo quasi melodrammatico, ‘These Are The Times’ disegna scenari che si credevano dimenticati, e che vengono rifiniti nei dettagli con ‘All The Way To Heaven’ e ‘Field Of Shattered Dreams’. Ci sono piccole variazioni sul tema nelle più dirette ‘I’m Free’ o ‘Rock Bottom’, e ci sono le ballad strappalacrime ‘All The Pieces Falling’ e ‘Your Eyes’, ma gli House Of Lords funziano meglio quando si avvicinano senza mezzi termini al pomp di ‘Sahara’: lo fanno soprattutto all’inizio, come già detto, ma l’atmosfera che si respira lungo tutto l’album ci trasporta lontano, in un mondo ben fotografato dalle copertine epicheggianti che hanno punteggiato la carriera della band.

E’ come entrare in una macchina del tempo che ci riporta prima ai fasti degli House Of Lords e poi ancora più indietro, alle epoche descritte nelle loro melodie. Sono davvero tornati!

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers

Anno: 2006

Tracklist: 01. Mask Of Eternity
02. These Are The Times
03. All The Way To Heaven
04. Field Of Shattered Dreams
05. I Am Free
06. All The Pieces Falling
07. Rock Bottom
08. Million Miles
09. Your Eyes
10. Ghost Of Time
11. My Generation
12. S.O.S
13. World Upside Down

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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