Recensione: World Demise

A quasi dieci anni di distanza dal debutto gli Obituary sfornano il loro quarto album da studio…ed è come se non fosse passato nemmeno un minuto. Incuranti del diffondersi della scena giunge, i beniamini del death americano continuano a fare sul serio e lo dimostrano non modificando assolutamente niente nel loro sound e dando prova di fermezza, fedeltà, ma soprattutto potenza. Quella potenza a cui gli Obituary ci hanno da sempre abituato… e i risultati non mancano! Quasi senza accorgersene ci si ritrova nel soffocante mondo dipinto abilmente dal riffing cadenzato ed incessante della coppia West – Peres supportato senza segni di cedimento da una ritmica assassina e dalla voce disperata di un John Tardy in piena forma.

Forti del un singolo ‘Don’t care’, con relativo videoclip (l’unico nella loro storia, almeno fin’ora…) e di una buona produzione, il combo statunitense resiste alle tentazioni commerciali che avrebbero potuto garantirgli una sicurezza economica e tira dritto come un treno per tutta la durata del platter con una briciola di melodia in più che però non snatura in alcun modo l’ormai inconfondibile sound. La macchina schiacciasassi messa in moto dai fratelli Tardy a metà degli anni ottanta sembra destinata a non fermarsi di fronte a niente…

Etichetta: Roadrunner

Anno: 1994

Tracklist: 01. Don’t Care
02. World Demise
03. Burned In
04. Redefine
05. Paralyzing
06. Lost
07. Solid State
08. Splattered
09. Final Thoughts
10. Boiling Point
11. Set in Stone
12. Kill for me

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