Within Temptation – Recensione: Bleed Out

Sulla scena musicale dal 1996, i Within Temptation si sono rapidamente fatti un nome all’interno dell’ambito symphonic metal, soprattutto grazie alla voce cristallina di Sharon Den Adel, alle sonorità goth e alle influenze celtiche agli albori della loro carriera.

Famosi per le loro ispirazioni letterarie, che comprendono le saghe fantasy di George R. Martin e Terry Goodkind, i Within Temptation hanno ultimamente deciso di focalizzare la loro attenzione sulle ingiustizie nel mondo dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Ma questo non ci stupisce, perché sono sempre state chiare le posizioni politiche della band riguardo al conflitto; ora il bisogno di parlarne attraverso la musica è diventato sempre più impellente. Non solo si sentono ispirati da questi eventi in quanto musicisti, ma avvertono anche l’esigenza e il dovere di far sentire la propria voce in quanto esseri umani. Ed è così che è nato il nuovo album “Bleed Out”, l’ottavo in studio della band olandese.

Ad aprire le danze è “We Go To War”, in cui si parla dell’aggressione autoritaria in Ucraina e in altre zone di guerra, temi che si ripresentano anche in “Wireless”, traccia che segna l’inizio di una nuova era all’interno della carriera dei Within Temptation: il DNA della band olandese rimane sostanzialmente intatto, ma le sonorità più gotiche e sinfoniche vengono sostituite da riff potenti, breakdown contemporanei e ritornelli epici. Il singolo, accompagnato da un video realizzato utilizzando l’intelligenza artificiale, è un’aspra critica contro coloro che, affamati dal desiderio di guerra, manipolano e controllano i media. “Wireless” è quindi la storia di soldato che va in guerra, convinto di farlo per una buona causa. È indottrinato dai media controllati dal governo e pensa che al suo ritorno verrà accolto come un salvatore, ma ne rimarrà deluso perché si renderà conto di essere solo stato usato come una pedina. Le persone lo vedranno come un brutale conquistatore e la sua vita, così come quella di molti altri soldati, verrà distrutta da questo inganno. Dunque, capiamo fin da subito che in “Bleed Out” le tematiche trattate sono di un certo spessore ed è chiaro che i Within Temptation non hanno alcun timore a prendere posizione su argomenti impegnativi e talvolta provocatori.

Ciò è particolarmente evidente anche nella title track, accompagnata da un altro video realizzato con l’AI ed è basata sulla storia di Mahsa Amini, la donna iraniana uccisa perché si rifiutava di indossare l’hijab. Qui la band di Sharon Den Adel cerca di fare luce in maniera più ampia su tutti quegli individui vittime del potere totalitario dei regimi che sopprimono i propri cittadini. Aumentando la consapevolezza sulle questioni sociali, i Within Temptation lanciano un messaggio sulla forza intrinseca e sulla resilienza degli individui che si oppongono alle ingiustizie. Come non emozionarsi, quindi, ascoltando il ritornello che recita: “God bless she walks in her last winter. The halo around her head it starts to linger. Her fear has died, her heart is still unbroken. There’s no remorse, she doesn’t mind”. È chiaro che Sharon, in quanto donna, si sente fortemente toccata da questa triste storia, ma non tutti sanno che le ragioni per cui la situazione delle donne in Iran è così importante per lei è che la cantante ha visitato molti Paesi del Medio Oriente quando era più giovane e ha anche vissuto in Yemen per un certo periodo. Grazie al tempo trascorso lì, infatti, avverte un forte legame con quella parte del mondo ed è per questo che è rimasta ulteriormente colpita dal coraggio delle giovani donne che hanno bruciato i loro veli, pur sapendo a quale straziante fine sarebbero andate incontro.

In ogni caso, da metà album in poi vengono messe da parte le tematiche belliche e il tono risulta in qualche modo “alleggerito”. Pensiamo ad esempio a “Ritual”, un brano divertente ispirato dal film di Tarantino “From Dusk Til Dawn”, che parla della seduzione e di una donna che prende il potere in un mondo dominato dagli uomini; oppure alla successiva “Cyanide Love”, che non ha praticamente niente a che vedere con le origini gotiche della band. Devo ammettere che entrambe le tracce risultano quasi una “nota stonata” all’interno del disco perché sembrano interrompere in qualche modo la narrazione creata dai brani precedenti, sia a livello musicale che a livello testuale.

Detto ciò, vengono inclusi in “Bleed Out” anche altri singoli che hanno visto la luce anni fa, tra cui l’esplosiva “Shed My Skin”, realizzata in collaborazione con gli Annisokay, che parla di cambiamenti nella vita e dell’importanza del diventare la persona che dovremmo essere, anche se ciò significa allontanarci da chi amiamo. A tal proposito Sharon ha affermato: “Se non cambiamo, non cresciamo. Se non cresciamo, non viviamo veramente”. Un altro singolo di vecchia data è “Pray for Me”, che esplora le conseguenze negative dell’imporre le proprie convinzioni e paure sugli altri. È anche un inno alla presa di coscienza del fatto che non esiste un’unica verità e che ognuno ha il diritto di seguire il proprio destino. Infine, ho lasciato volutamente da parte i primi singoli usciti, ovvero “The Purge” (in assoluto la mia preferita) ed “Entertain You”, perché abbiamo già avuto modo di parlarne con Sharon durante un’intervista che ci ha concesso alcuni anni fa.

In conclusione, che cosa dovete aspettarvi da “Bleed Out”? Un audace passo avanti, per citare le parole esatte della band. Riff contemporanei ed incisivi, che in qualche modo conservano le radici sinfoniche dei Within Temptation ma che ci conducono attraverso un viaggio sonoro che esplora diversi stili musicali. Troviamo inoltre riferimenti diretti alla guerra, alla divisione, all’Ucraina e ai diritti umani. In poche parole, un album fresco, moderno, coinvolgente e variegato, impregnato di un’ampia gamma di influenze ma soprattutto politicamente profondo.

L’essenza dei Within Temptation, che comprende in primis l’incredibile voce di Sharon Den Adel ed una grande dose di teatralità, rimane intatta, ma questa volta c’è un passo avanti verso la modernità e verso quel nuovo filone di metal contaminato dall’elettronica, che sta spopolando nelle produzioni di band come Bring Me The Horizon e Architects, per fare due nomi. Non sarà forse quello che vi sarete aspettati, ma il fatto che riescano a fare tutto questo pur continuando ad essere inconfondibilmente i Within Temptation, la dice lunga non solo sulla loro bravura a sapersi adattarsi ai nuovi tempi, ma anche sul futuro della band olandese. Dopo tutti questi anni, possiamo affermare senza problemi che i Within Temptation hanno ancora tanto da dire ed un album con la morale di unione e fratellanza come “Bleed Out” è tutto quello di cui abbiamo bisogno in questi tempi difficili.

Etichetta: Force Music Recordings

Anno: 2023

Tracklist: 01. We Go To War 02. Bleed Out 03. Wireless 04. Worth Dying For 05. Ritual 06. Cyanide Love 07. The Purge 08. Don't Pray For Me 09. Shed My Skin (feat. Annisokay) 10. Unbroken 11. Entertain You

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