Mindflow – Recensione: With Bare Hands

Dopo un paio di lavori interlocutori (“Just The Two Of Us…” e “Mind Over Body”) ed un terzo invece decisamente riuscito, “Destructive Device” tornano i Mindflow con una manciata di canzoni che sembrano virare più su un hard rock venato di metal prog; in realtà “With Bare Hands” non è assolutamente un album nuovo bensì la raccolta di alcuni pezzi del lavoro precedente e la quasi totalità di quelli usciti solo online a titolo “365”, vale a dire un album sperimentale che i brasiliani hanno realizzato nell’arco di un anno, con canzoni uscite con scadenza mensile tra il 2009 ed il 2010.

L’approccio è comunque sempre moderno, con grandi passaggi strumentali anche se la tecnica non viene sciorinata esplicitamente e ricorda per i conoscitori più profondi della materia metal i dimenticati Mind Odyssey di Victor Smolski o piu recentemente alcune cose degli Stone Sour (“Shuffle Up And Deal”); la title track fotografa bene la proposta attuale con il valore aggiunto di Danilo Herbert alla voce, singer dalla timbrica non originalissima ma molto dinamico e piacevole all’ascolto.

“With Bare Hands” pur essendo un collage di pezzi già editi rappresenta bene la fase evolutiva dei Mindflow, iniziata nel 2008 tramite la collaborazione col rinomato produttore Ben Grosse e sfociata ora col nuovo deal con Nightmare Records che speriamo porti loro il lustro che meritano. Consigliati.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Nightmare / Import

Anno: 2011

Tracklist:

01. Break Me Out

02. Reset The Future

03. Breakthrough

04. Walking Tall

05. With Bare Hands

06. Corrupted

07. Under An Alias

08. Shuffle Up And Deal

09. Lethal

10. Thrust Into This Game

11. The Ride

12. Destructive Device

13. Instinct

14. Fragile State Of Peace


Sito Web: http://www.mindflow.com.br/withbarehands/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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