Witchfyre – Recensione: Grimorium Verum

Arrivano al tanto agognato debut album gli spagnoli Witchfyre che, sotto l’egida di Fighter Records, pubblicano “Grimorium Verum”. Nati per volontà del chitarrista L. O’Witchfield, il gruppo originario di Vigo si fa alfiere di un Heavy Metal estremamente ortodosso che guarda ai numi tutelari della N.W.O.B.H.M. in maniera a dir poco ossessiva. Negli oltre quaranta minuti del full-lenght capita spessissimo di imbattersi in soluzioni compositive che ripropongono in maniera pedissequa quanto già ascoltato da Iron Maiden, Judas Priest e Mercyful Fate, in particolare questi ultimi per gli aspetti più esoterici.

Come se il tempo si fosse fermato agli inizi degli anni ’80, i Witchfyre presentano al pubblico internazionale otto tracce in cui dar sfoggio di un Heavy Metal robusto e quadrato, caratterizzato da notevoli accelerazioni, assoli velocissimi, una sezione ritmica martellante e un mood fiero e intransigente che non accetta compressi di alcun genere. Il combo galiziano dimostra di aver appreso i dettami del genere, applica le lezioni dei gruppi precedentemente citati e regala una manciata di brani riusciti, in grado di catturare l’attenzione e smuovere un po’ l’ascoltatore dalla noia generale.

In tal senso, l’openerDevil’s Child”, l’epico mid-tempoThe Guardian Of The Dead”, la veloce “Night Hunter” o la conclusiva “Samhain” rappresentano i picchi qualitativi più alti, tracce oneste, ben suonate, perfettamente calate in quel clima revivalista che in questi anni ha riportato in auge – qualora ce ne fosse bisogno – determinate sonorità. Il resto sono canzoni che, pur lasciando trapelare l’amore per questa musica e la perizia tecnica dei nostri, non riescono a discostarsi dai binari del già sentito, penalizzate ulteriormente dalla mancanza di mordente, personalità e dalla prova non sempre sufficiente del cantante Emi Metal: sovente, il singer si lancia in acuti striduli e del tutto superflui, alla ricerca – fallita – di un’interpretazione alla King Diamond. Purtroppo, il risultato non fa altro che svilire la discreta espressività delle fasi in cui utilizza tonalità più basse.

Non ci sentiamo di mortificare i pochi spunti positivi di un esordio che aggiunge poco o nulla al genere. La speranza è che “Grimorium Verum” serva ai Witchfyre semplicemente per rompere il ghiaccio e far circolare il proprio nome nell’ambiente; che il prossimo passo possa essere una prova sulla lunga distanza in cui i Nostri si smarchino da nomi troppo ingombranti e ci mostrino di che pasta sono realmente fatti. In bocca al lupo!

Witchfyre Grimorium Verum Cover Album 2018

Voto recensore
5,5
Etichetta: Fighter Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Devil’s Child 02. Lord of the Underworld 03. No Rest For the Witched 04. The Guardian of the Dead 05. Behind the Wall 06. Night Hunter 07. Queen of the Night 08. Samhain
Sito Web: https://witchfyre.bandcamp.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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