Steve Vai – Recensione: Where The Wild Things Are (Dvd)

Poliedrico, scenografico, musicalmente inarrivabile, come solo un concerto del più istrionico dei guitar hero può essere. Se infatti c’è un artista che riesce allo stesso modo ad appassionare i maniaci dello strumento e gli amanti del rock come intrattenimento, questo è il nostro Steve Vai. “Where The Wild Things Are” presenta al pubblico la registrazione della data tenuta allo State Center di Minneapolis nel tour del 2007. Uno spettacolo che non si riduce ad una clinic per esperti, ma riesce ad emozionare, incuriosire, comunicare e soprattutto… divertire! Tanto da rendere, per chi non è fanatico delle sei (o sette) corde, paradossalmente preferibile l’acquisto di una tale performance ai più difficili da metabolizzare dischi in studio. Mr. Vai è infatti un frontman nato che ha in più lo spessore sufficiente per lasciare spazio ai bravissimi musicisti che lo circondano, duettando con loro e mettendoli di volta in volta in luce come protagonisti. L’accoppiata iniziale “Paint Me Your Face”/”Now We Run” è sufficiente a stendere chiunque, ma l’intera scaletta è da urlo, comprendendo nelle quasi tre ore a disposizione tutte le sfaccettature stilistiche riconducibili al complesso universo musicale creato da Steve Vai e sommando, al già cospicuo pacchetto di base, tante piccole sfumature che non lasciano mai cadere la tensione. Se ci si lascia coinvolgere è impossibile staccarsi; dai brani più hard, alle continue variazioni e interpretazioni di influenze classiche o jazz, tutto funziona magnificamente, con equilibrio, gusto e perfezione assoluta. Pare poi quasi superfluo precisare che il lato tecnico del prodotto è fantasmagorico (esiste anche una versione BlueRay che immaginiamo essere ancora migliore): l’audio è perfetto, pulito e squillante, mentre il filmato è in alta definizione, eseguito con diverse telecamere e ripreso da una regia calibrata e ricca di dinamica. Una sequenza di pregi che rendono “Where The Wild Things Are” un prodotto altamente consigliato a tutti. Ma davvero avevate qualche dubbio che non fosse così?

Voto recensore
8
Etichetta: Favored Nations / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist:

DVD1

 

01. Paint Me Your Face

02. Now We Run

03. Oooo

04. Building The Church

05. Tender Surrender

06. Band Intros

07. Fire Wall

08. The Crying Machine

09. Shove The Sun Aside

10. I’m Becoming

11. Die To Live

12. Freak Show Excess

13. Apples In Paradise

14. All About Eve

15. Gary 7

16. Beastly Rap

17. Treasure Island

18. Angel Food

DVD2 - Earthquake Sky

01. The Audience Is Listening

02. The Murder

03. Juice

04. Whispering A Prayer

05. Taurus Bulba

06. Liberty

07. Answers

08. For The Love Of God


riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi