Deinonychus – Recensione: Warfare Machines

A tre anni di distanza dal claustrofobico “Insomnia”, i Deinonychus di Marco Kehren tornano sul mercato discografico con “Warfare Machines”, settimo studio album della one-man band. Accantonate in parte le atmosfere depresse e dilatate del suo predecessore, Marco concentra in soli trentatre minuti una rabbia che si esprime attraverso la commistione tra black metal, sludge e doom con un occhio di riguardo per i risvolti più inquietanti e minimali dei due generi.

Dalla ricerca del precedente lavoro all’old-school; sembra essere questo il percorso intrapreso da Marco, che tuttavia, nonostante il disco renda alla perfezione quelle cupe sensazioni di oppressione e pesantezza (merito anche di Giuseppe Orlando dei Novembre, sue le parti di batteria), lascia con un po’ di amaro in bocca.

La direzione intrapresa della band è piuttosto incerta e salta senza molta continuità tra pezzi dall’incedere pachidermico e soffocante a sfuriate black metal di una violenza inaudita (“MG-34” parla chiaro in questo senso), perdendo un po’ il focus di un percorso stilistico retrò. Ne consegue che, quella che avrebbe potuto essere l’opera rappresentativa della band, diventa un compito semplice e senza grosse pretese, complice una scelta stilistica che in tutta onestà, ci appare fin troppo datata. Ovvio che, tra i cultori del panorama underground, questo disco riceverà comunque approvazioni.

Voto recensore
5
Etichetta: My Kingdom Music / Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist:

01.Krematorium
02.Carpet Bombing
03.Manoeuvre East
04.NaPola
05.MG-34
06.False Flag
07.Nerve Agent
08.Morphium


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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