Walter Trout: Live Report e foto della data di Chiari (Bs)

Walter Trout è certamente uno dei più grandi chitarristi rock blues viventi. Il fatto di poterlo vedere dal vivo è un evento difficilmente rinunciabile, e noi siamo andati al concerto di Chiari, in provincia di Brescia. Come una lunga serie di altri concerti di grande qualità (come Robert John And The Wreck questa estate) è stato organizzato dall’associazione Amici Diffusione Musica Rock, a cui va il nostro sincero plauso.

THOM CHACON

In apertura il cantautore texano Thom Chacon, col suo folk roots figlio di gente come Bob Dylan, Bruce Springsteen e Townes Van Zandt. Accompagnato in maniera eccellente dal nostro Paolo Ercoli alla chitarra resofonica suonata slide, Chacon ha suonato per un’abbondante mezzora, accompagnato dalla sua Gibson acustica del ’58, sfoggiando una voce estremamente calda ed espressiva. Le sue sono storie di frontiera, di testimonianza della crisi del modello americano, come sul brano, che dà il titolo al suo disco, “Blood In The USA”. Chi apprezza questo stile musicale ha certamente in Chacon un giovane interprete di spessore, che ha eseguito il suo set catalizzando l’attenzione dei presenti. Di certo un’apertura di valore e qualità.

Setlist:

01. Borderland

02. Curch Of The Great Outdoors

03. Something To Heart

04. Mooson Rain

05. Union Town

06. Blood In The USA

07. Empy Pockets

08. Big As The Moon

09. Juarez

WALTER TROUT

Il chitarrista (e cantante) originario del New Jersey, è nato a nuova vita. Chi ha seguito le sue vicende, sa che una decina di anni fa era dato per spacciato, a causa di una cirrosi devastante, lascito degli stravizi di gioventù. La possibilità di fare un trapianto di fegato, con la cifra necessaria raccolta tramite crowfunding (le stranezze del sistema sanitario americano…), lo ha rimesso in salute e gli ha dato una seconda opportunità. Ecco allora, a distanza di ben 24 anni dall’ultima volta che si era esibito a Chiari (chi vi scrive era presente anche allora) salire di nuovo sul palcoscenico lo straordinario chitarrista rock blues, uno che ha suonato con i grandi del genere, da John Mayall ai Canned Heat, tanto per intenderci. Coadiuvato da una band formata da musicisti strepitosi quali il giovane Brett Smith-Daniels alla seconda chitarra, Roland Bakker alle tastiere, John Avila al basso (uno che a vederlo sembra uscito da un film di Robert Rodriguez, ma dal curriculum realmente impressionante) e Michael Leasure alla batteria (già con l’Edgard Winter Band), Walter Trout, fin dall’apertura, affidata al rock’n’roll di Bo Diddley “I Can Tell”, ha fatto sfoggio del suo solismo travolgente, con quel suono enorme, una tecnica pazzesca abbinata a un  gusto proprio dei grandi. Il concerto ha avuto parecchi momenti salienti, dal blues di “Courage In The Dark” al rock di “Wanna Dance”, tutto supportato da quel “big sound” che solo gli americani riescono ad avere, perlomeno con quella intenzione. Lo slow blues “Say Goodbie To The Blues” è stato dedicato a John Mayall, scomparso quest’anno a 90 anni, col quale Trout ha suonato per ben sette anni. Avendo suonato, fra i tanti, anche con John Lee Hooker, considerato l’inventore del boogie (in realtà la questione è più complessa, ma non è questa la sede per parlarne), Trout ha spiegato che Leasure, il suo batterista, lo aveva rimproverato di non aver mai scritto un boogie. Ecco quindi arrivare una tirata “Bleed”, trasudante di energia elettrica. Non è mancato un momento in cui lo straordinario tastierista Roland Bakker ha avuto il suo momento di gloria, con assoli su piano e Hammond, coadiuvati da Trout che si è alternato fra chitarra e armonica a bocca. “We’re All In This Together” ha visto come altro protagonista il chitarrista canadese Brett Smith-Daniels, solo ventisettenne e fin lì relegato a un disciplinato ruolo di ritmico, che su quel brano si è scatenato in assoli a dir poco clamorosi. Non a caso è stato presentato da Trout come il futuro, e visto il talento del ragazzo non possiamo che dargli pienamente ragione. La finale “Red Sun” ha visto grandi parti soliste di tutti i musicisti coinvolti, dimostrando, mai ce ne fosse bisogno, il loro livello superiore. Ma attenzione, neppure per un momento c’è stato mero esibizionismo solista fine a sé stesso: tutti i musicisti, a iniziare dal leader, hanno chiarito che suonare a quel livello vuol anche dire il saper stare al proprio posto e dare attenzione alle pause, alle dinamiche, al gusto e al sound complessivo. Un insieme di musicisti straordinari che sanno perfettamente come condurre un concerto, sia dal punto di vista artistico che di quello spettacolare e di coinvolgimento. Il bis, con la super classica “Going Down” col pubblico numeroso ed entusiasta in piedi, ha coronato una serata veramente memorabile. Walter Trout a 73 anni è palesemente rinato: l’opportunità che ha avuto la sta usando nel migliore dei modi, trasmettendo non solo grande musica e un chitarrismo che è proprietà di ben pochi, ma anche una voglia di esserci, e di continuare a fare la sua musica in un modo totalmente coinvolgente.  

Setlist:

01. I Can Tell

02. Courage In The Dark

03. Wanna Dance

04. Say Goodbie To The Blues

05. Ride

06. Follow You Back Home

07. Bleed  

08. We’re All In This Together 09. Red Sun

10. Going Down






Sito Web: https://www.facebook.com/waltertroutband

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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