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Wig Wam – Recensione: Wall Street

I Wig Wam ritornano in pista a distanza di due anni da “Non Stop Rock ‘N’ Roll”, album che di per sé (seppur gradevole) non riuscì ad eguagliare i picchi qualitativi raggiunti in precedenza.

Stavolta questa ciurma di rockettari cerca di proporre qualcosa di diverso, di stupire a tutti i costi i propri sostenitori mischiando soluzioni insolite e sperimentali al proprio trademark sonoro ottenendo però un mélange che evade dai soliti connotati stilistici ma che, nonostante gli sforzi, non riesce a convincere. Questa ricerca di una ‘nuova identità’ fa sì che quel sound sfrontato, vanaglorioso e pirotecnico dei bei tempi venga messo a freno a favore di un approccio più ‘maturo’ e ragionato ma indubbiamente meno catchy ed interessante. La migliore canzone del lotto è l’avvincente title track, carica di un groove modulato su un incalzare di chitarre possenti e su chorus accattivanti. “The Bigger The Better” (scanzonata e Def Leppard oriented), la ballad di turno “Tides Will Turn”, “Wrong Can Feel So Right” (sbarazzina ed orecchiabile) e la strumentale “Things Money Can’t Buy (pur non essendo trascendentali) si lasciano comunque ascoltare, “OMG! (Wish I Had A Gun) ospita ritornelli niente male ma ciò non basta per definirla come una traccia riuscita. I restanti brani di questa nuova fatica discografica del combo scandinavo risultano purtroppo insufficienti.

In parole povere, “Wall Street” si distingue in negativo dai predecessori e può essere etichettato come il primo vero passo falso dei nostri durante la propria carriera. Si avverte inconfutabilmente che, durante la fase compositiva, stavolta la band ha cercato di scrivere pezzi un po’ più complicati e meno ‘semplici’ ma ciò ha indubbiamente penalizzato il risultato finale dell’operazione.

Speriamo che in futuro i Wig Wam tornino a scrivere altre pagine memorabili nel libro del rock, in linea con i propri lavori rilasciati in passato (grazie ai quali il combo è riuscito negli anni a costruirsi una solida reputazione ed addirittura a strabiliare gli aficionados del genere grazie al capolavoro “Wig Wamania”).

Mi dispiace ma stavolta pollice verso!

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