Lamb Of God – Recensione: Walk With Me In Hell

Le motivazioni dietro al successo planetario dei Lamb Of God ci sfuggono. A parte una grinta invidiabile, il gruppo di non ci sembra possedere quel tocco magico nella composizioni che trasforma i brani in veri classici e, diciamolo sottovoce, gran parte del loro materiale è semplicemente una versione più hardcore di quanto fatto da Slayer e Pantera tra ottanta e novanta. Eppure il pubblico li adora e il loro seguito aumenta anno dopo anno. Tanto che questo è già il loro secondo dvd e in più la band si può permettere di pubblicare il prodotto senza nemmeno incentrare la proposta sul lato live, scelta che solo in pochi veramente grandi possono pensare di proporre con successo. La maggior parte delle oltre quattro ore di durata è infatti occupata da interviste, riprese offstage del tour mondiale, videoclip, making of, etc… tutto materiale divertente ed esauriente, che potrà risultare interessante al fan più sfegatato, ma sinceramente a noi poveri ascoltatori non schierati, che purtroppo non hanno nemmeno visto il precedente “Killadelphia”, importava di più sapere come rendesse la band sopra ad un palco. Purtroppo di carne al fuoco da questo punto di vista c’è n’è ben poca, anche perché il tour non aveva scalette troppo lunghe o variegate, essendo di fatto la band quasi costantemente di spalla a grandi nomi. Ecco che ci dobbiamo accontentare di qualche estratto del “Unholy Alliance”, un paio di filmati sporadici di supporto a Megadeth e Ozzfest, e uno show di sette pezzi tenuto al download festival. Quest’ultimo è estremamente coinvolgente, sia per la buonissima prestazione della band, sia per la cornice di pubblico straordinaria, ma la domanda resta lecita. Basterà tutto ciò a soddisfare l’utente medio? Ci pare proprio di no. Meglio quindi consigliare l’acquisto alle solite, immarcescibili legioni di completisti a cui il mercato metal dedica con tanto amore le proprie attenzioni.

Etichetta: Roadrunner / Warner Music

Anno: 2008

Tracklist:

Disk 1:

Tracks 1 - 14: Documentary (117 min)
Tracks 15 - 20: Live Shows (28 min)

Disk 2:

Track 1: The Making Of SACRAMENT (77 min)
Tracks 2 - 9: Live at Download Festival (40 min)
Track 10 - 11: Videoclip/Making of videoclip (9 min)

01. Setup To Fail (The Unholy Alliance)
02. Playing The Game (Sacrament Release Day)
03. The Be All, End All (Megadeth Tour)
04. A One Eighty Shift (Japan)
05. Speed Boats And Koalas (Australia)
06. It's A Travesty (The Unholy Alliance Europe)
07. Summon The Devil (Conan & The Grammies)
08. Better Than Nascar (U.S. Headline Tour)
09. They Got A Bar Here? (Return To Australia)
10. As Foreign As It Gts (Return To Japan)
11. Payoff (European Festivals)
12. Big Shoes To Fill (Ozzfest)
13. Crickets (Heaven And Hell UK)
14. Time Served (Arena Headline Tour)
15. Redneck (from the Unholy Alliance US)
16. Again We Rise (from the Megadeth Tour)
17. Walk With Me In Hell (from the Unholy Alliance Europe)
18. Now You've Got Something To Die For (from European Festivals)

19. Blacken The Cursed Sun (from Ozzfest)
20. Pathetic (from the Arena Headline Tour)
21. The Making Of SACRAMENT
22. Laid To Rest
23. Again We Rise
24. Walk With Me In Hell
25. Pathetic
26. Now You've Got Something To Die For
27. Blacken The Cursed Sun
28. Redneck
29. Black Label
30. Redneck (Music Video)
31. Behind the scenes of the "Redneck music video shot


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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