Saracen – Recensione: Vox In Excelso

I Saracen sono una band dalla solida esperienza (esistono da oltre 25 anni), anche se non dalle uscite numerose, e questo loro ritorno non fa altro che confermare il buon livello espresso in precedenza. Il genere che i nostro continuano a suonare con caparbietà potrebbe apparire un po’ datato, trattandosi di un pomp-hard molto british e dalle tinte epiche, accostabile agli Uriah Heep, con inflessioni più heavy vicine alla N.W.O.B.H.M e sfumature folkish alla Gary Moore, Dare e Ten, ma la passione con cui i nostri ci si dedicano riesce a trasmettere al suono una freschezza tangibile e un trademark stilistico in grado di renderli distinguibili da mille altre band di genere. L’album è un concept, incentrato sul tema non proprio originale dei Templari, una voce femminile narrante interviene spesso a collegare le varie fasi della narrazione che si svolge su dodici tracce in cui i nostri infilano tutta la varietà possibile, restando però ben piantanti nel genere scelto. A fare da cardine all’intera struttura compositiva sono la chitarra di Rob Bendelow e la bella voce profonda di Steve Bettnay, ovvero i leader indiscussi del gruppo fin dagli albori. Ottimamente calibrate anche le scelte di produzione che non privilegiano un aspetto sull’altro, delineando con precisione sia la melodia epica che il lato più hard: ascoltare a proposito come il suono di tastiera molto seventies si amalgami con naturalezza con una chitarra ritmica dalle tinte piuttosto heavy. A frenare l’entusiasmo rimane solo la lunghezza dell’opera, oltre 72 minuti: fin troppi per non aspettarsi qualche calo di tensione, ed in effetti i passaggi solo strumentali e le narrazioni vocali continue appaiono un po’ pesanti da digerire, anche se probabilmente funzionali dal punto di vista del concept testuale e dell’atmosfera. In ogni caso un bel lavoro che gli amanti del genere dovrebbero procurarsi senza indugio.

Voto recensore
7
Etichetta: Escape / Frontiers

Anno: 2006

Tracklist: 01. Lament
02. Meet Me At Midnight
03. Exile
04. The Order
05. Militium Christ
06. Mary
07. Vive Dieu… Saint Amour
08. The Power & The Glory
09. Chain Reaction
10. Vox In Excelso
11. Where Was Their God?
12. Priory Of Zion

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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