Funeral Marmoori – Recensione: Volume 1

Un interessante mix tra Black Sabbath, Candlemass e la vena alcolica dei Motorhead. Il debutto sulla lunga distanza dei fiorentini Funeral Marmoori è tutto questo, unito a un amore per gli anni ’70 che non viene mai celato. Il sound di “Volume 1” è a tratti volutamente sporco e disturbante, fatto di tappeti di riff lenti e onirici, che lasciano emergere pieghe bluesy e distorsioni psichedeliche rivedute in un contesto moderno. L’opener che porta il nome della band mostra da un lato i muscoli e dall’altro malate contaminazioni melodiche. Hanno un peso notevole in questo senso la voce del “Capitano”, aggressiva e roca e i ricami settantiani tessuti da Nadin. Una costante che troveremo anche in “Drunk Messiah”, un brano figlio (bastardo) dei Sabbath, snello ed arcigno, insieme a “Black Rooster”, altro episodio ruvido ma sostenuto da ritmi catchy. Citiamo inoltre “Lorenzo Lamas”, un pezzo che ironicamente fa riferimento al lungicrinito giustiziere e si rivela una traccia intrigante, dal tiro inaspettatamente rock. “Volume 1” mostra diverse buone idee e si rivela un godibilissimo platter di doom metal dal sapore vintage che tuttavia non rinuncia a un contesto attuale.

Voto recensore
7
Etichetta: Blood Rock / Black Widow

Anno: 2012

Tracklist:

01. Funeral Marmoori
02. Garden Of Doom
03. Drunk Messiah
04. Lorenzo Lamas
05. Black Rooster
06. Come With Us


Sito Web: www.myspace.com/funeralmarmoori

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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