Hurt – Recensione: Vol. II

Come si può facilmente intuire dal titolo del disco qui in esame questa è la seconda parte di un concept iniziato solo l’anno scorso con “Vol. I” andando a costituire un lavoro di fatto inscindibile; “Vol. II” infatti segna il gradito ed inatteso ritorno degli Hurt, vale a dire una delle band più interessanti partorite dalla scena alternative metal d’oltreoceano. Ci scusiamo per non aver analizzato sul nostro portale la sopra citata prima parte ed è un peccato perché, pur essendo poco noti in Europa (ma con un grosso seguito in terra natia fatto di singoli/video di discreto successo ), gli Hurt dell’enigmatico J Loren Wince, violinista classico con un curriculum più che buono e che utilizza proprio questo strumento (atipico per il genere proposto) in alcuni passaggi (“On The Radio”) oltre a cimentarsi con ottimi risultati nel doppio ruolo di cantante/chitarrista, potrebbero piacere ad una buona fetta di pubblico grazie ad una riuscita commistione tra l’alternative metal più mainstream (vedi “Loded” con la classica voce di scuola Vedder in bella evidenza o la splendida “Alone With The Sea”) e le muse ispiratrici Tool (“Et Al”) e Soundgarden (“On The Radio”). I due “volumi” sono pressoché identici come resa sonora (sia dal punto di vista del songwriting sia come produzione), caratterizzati da un mood melodrammatico a tratti molto coinvolgente e proprio per questo andrebbero valutati in maniera integrata apprezzando la concezione che sta alle spalle di questo ambizioso progetto che non mette in luce solo Loren ma anche il dinamico batterista Evan Johns…non esattamente un perfetto sconosciuto essendo figlio del noto produttore Andy Johns (Led Zeppelin e Van Halen su tutti); forse questa seconda parte osa un po’ di più per ciò che concerne la sperimentazione, andando ad articolare partiture leggermente più intricate (“Ten Ton Brick”) anche se, per contro, è meno autoindulgente riguardo la tecnica o almeno questo aspetto è inserito in composizioni in cui brilla la struttura sul tutto per un album rock estremamente maturo grazie anche ad inaspettati arrangiamenti folk (molto The Tea Party) e di archi. Ascolto consigliato per una band decisamente sopra la media!

Voto recensore
7
Etichetta: Capitol / EMI

Anno: 2007

Tracklist: III

01. Summers Lost
02. Ten Ton Brick
03. Aftermath
04. Abuse Of Sid
05. Alone With The Sea
06. Talking To God

IV

07. Loded
08. Better
09. Assurance
10. On The Radio
11. Et Al
12. Thank You For Listening

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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