Voivod: Live report della data di Pinarella

Il culto del Voivod atterra ancora una volta al Rock Planet di Pinarella di Cervia e conquista a colpi di thrash “spaziale”, progressivo e costruito attorno ai pilastri della passione i fan che hanno scaldato un tiepido sabato d’agosto. 35 anni di carriera non si regalano a nessuno, così non si regalano anni di successi e drammatiche cadute, drammi e gioie immense a punteggiare una storia fatta di album memorabili ed “avanti” come pochi altri sulla scena.

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Perché anche oggi abbiamo bisogno dei Voivod? Perché sono un quartetto capace di restare attaccato alla tradizione senza dimenticare di “ricercare” il futuro con nuovi suoni e destinazioni ignote dell’ispirazione.

Pronti-via e “Ripping Headache” mette in chiaro che Snake e soci saranno in grado di “parlare” al pubblico con una determinazione fuori dal comune. E poi la doppietta da brividi “Tribal Convinctions” e “Overreaction”, spettacolare tuffo nei ricordi di una carriera mai banale. Da applausi Michel “Away” Langevin, piovra superlativa ed autore di una prestazione maiuscola dietro le pelli.

Migliore esibizione del lotto: “The Prow”. Indimenticata cavalcata nel grottesco estratta dal mai troppo apprezzato “Angel Rat”, con un Denis Bélanger, Snake per gli amici, profeta del verbo metallico capace di arringare con la sua voce di carta vetrata un pubblico che non ha mai smesso di urlare per i propri beniamini. Bene anche “Inner Comubstion” dal capolavoro “Nothingface”.

Spazio ancora per “Dimension Hatröss”, con la bella “Psychic Vacuum”. Ovvio e doveroso lo spazio per una doppietta di pezzi made in “Post Society”: la title track e “We Are Connected”. Così’ come obbligatorio lo spazio per la storica “Voivod”, autentica canzone culto e prima canzone a presentare il culto canadese sul debutto “War And Pain”.

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Difetti di un bel live? Beh, spiace il dimenticatoio dedicato a “The Outer Limits”, disco forse troppo “avanti” per essere portato dal vivo. Bisognerebbe farlo presente ai nostri, magari “protestando” fino ad ottenere dal vivo il trip “Jack Lumious”.

Chiusura da brividi con la Pinkfloydiana “Astronomy Domine”, capolavoro assoluto e cover quasi più spaziale dell’originale. Una canzone che non invecchia mai e che ricorda a tutti i rocchettari presenti come certe radici profonde facciano decisamente bene

Le foto fanno riferimento al concerto del 17 Novembre 2015 all’Estragon di Bologna

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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