Voivod – Recensione: Voivod

Un disco dei Voivod è sempre e comunque una lotta nelle lande del prendere o lasciare. Anche questa volta non fa eccezione la straordinaria attitudine della band: non voler compiacere altri se non se stessi. L’imperativo che ha dato modo di interagire e fondersi con Jason Newsted, richiamare Snake e ridisegnare nuove coordinate al suono ed al concetto dietro il gruppo. Più vicini ai panorami di ‘Outer Limits’ che ad altre passate produzioni, con un sapore decisamente orientato verso il rock anni settanta ed una radice punk mai perduta del tutto. In breve, non un compendio di quanto già espresso ma una luce diversa sulla creatura. Questa volta è impossibile cedere alle lusinghe di un gruppo per intellettuali, un gruppo di metal colto: forse questo è il disco meno metal del gruppo, e onorati i canadesi hanno deciso di stratificare, disponendo su piani differenti gli ingredienti base della loro proposta musicale. Un viaggio, fra turbolenze e distese, sino alla conclusiva ‘We Carry On’, messaggio verticale e diretto di una salute riacquisita, dopo tanto penare. Inutile disquisire in un noioso elenco di canzone-per-canzone, al solito i dischi di questa band sono da ascoltare (e subire, a volte) senza soluzione di continuità e anche oggi questa regola non cambia. Un disco che senza dubbio nasce dal dolore, con la luce però della speranza, proprio negli attacchi più facili di alcune canzoni, nella nitidezza della produzione (ed è forse la prima volta che una produzione degna di chiamarsi tale venga usata in un disco di Voivod). Inizialmente sembra fare meno male del solito, ma sono gli ascolti ripetuti a rivelare che ‘Voivod’ è un labirinto nel quale perdersi, nel quale rimirare solo di striscio gli aspetti più profondi senza doversi soffermare sull’intenderli o analizzarli onde perdere il senno. Ancora una volta senza dimensioni spazio temporali, ancora una volta un album fondamentale.

Etichetta: Surfdog / Frontiers

Anno: 2003

Tracklist: Gasmask Revival
Facing Up
Blame Us
Real Again
Rebel Robot
The Multiverse
I Don’t Wanna Wake Up
Les Cigares Volants
Divine Sun
Reactor
Invisibile Placet
Strange & Ironic
We Carry On

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