Void Of Sleep – Recensione: New World Order

Accogliamo con piacere il ritorno in scena dei ravennati Void Of Sleep che, sotto l’egida di Aural Music, presentano al pubblico “New World Order”, il secondo album in studio. A circa due anni da “Tales Between Reality And Madness”, il four-piece romagnolo ripropone il suo progressive/sludge onirico e visionario ulteriormente arricchito da un punto di vista espressivo. Rispetto al disco precedente, “New World Order” fa una leva maggiore sulla componente prog del gruppo attraverso dei brani dove si manifesta una tecnica esecutiva maniacale ma non indigeribile, grazie a passaggi ariosi e melodie efficaci, mentre l’eredità dello sludge è confinata a solfurei rallentamenti ben inseriti nel contesto, ideali nel creare a spot un senso di inquietudine che ben si accompagna alla natura di concept dell’opera.

“New World Order” è nelle parole dei musicisti una sorta di “metafora occulta” della società odierna, in cui l’uomo è dipinto come un distruttore della sua stessa specie. Prodotto e mixato da Riccardo “Paso” Pasini presso lo Studio 73 di Ravenna e masterizzato a The Boiler Room di Chicago, “New World Order” propone dei brani eseguiti con grande cura ma non prolissi, dove la tecnica individuale incontra un minutaggio relativamente breve (ad eccezione della suite finale, divisa comunque n tre movimenti), melodie ariose e di presa, passaggi atmosferici. Lo mostra subito l’opener “The Devil’s Conjuraction”, che nella sua natura doomish e solfuera accoglie le numerose sfaccettature progressive. Un brano ancora più ricercato, senza che si debba rinunciare a melodie sensuali, è il successivo “Hidden Revelations”, altro ottimo pezzo del puzzle che va a comporre il lavoro insieme alla successiva “Slaves Shall Serve”, dall’intrigante incipit di scuola maideniana e “Ordo Ab Chao”, episodio quadrato e potente dove sale sugli scudi la sezione ritmica.

Il breve intermezzo “Lords Of Conspiracy” ci porta alla titltrack, un brano dall’apertura acustica che sfocia poi in un ibrido dove si congiungono al meglio la tensione della componente progressive e la malinconia del doom, mentre a distinguersi è il lavoro delle chitarre di Gale e Burdo (anche vocalist del gruppo), che si prodigano spesso in tappeti di riff potenti e dal groove moderno. Come anticipato, “Ending Theme” è una lunga suite divisa in tre movimenti, dove “Mourn” è potente e ariosa, a testimoniarlo numerose aperture melodiche poi assorbite da repentini irrobustimenti e la voce di Burdo che più spesso si concede al growl. “Triumphant” risalta invece il bagaglio esecutivo di ogni singolo membro in un pezzo che lascia spazio alla caratura tecnica dei nostri, mentre “Void”, sibilante e irrequieta, decelera i tempi e si muove lenta attraverso granitiche distorsioni.

Un album molto interessante questo “New World Order”. Il lavoro mette in luce il modus operandi personale e sopra le righe dell’ensemble romagnolo che ritorna con una prova indice dell’ottimo stato di forma della (buona) musica di casa nostra.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Aural Music

Anno: 2015

Tracklist:

01. The Devil’s Conjuration
02. Hidden Revelations
03. Slaves Shall Serve
04. Ordo Ab Chao
05. Lords Of Conspiracy
06. New World Order
07. Ending Theme (l.Mourn ll.Triumphant lll.Void)


Sito Web: https://www.facebook.com/Voidofsleep

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Sergio

    Grandissima Band, il debut l’ho consumato a forza di ascoltarlo , continuate cosi’ è bello supportare della band valide ITALIANE!

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  2. Mik

    rigorosamente in Vinile!

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  3. Dario Enetti

    assolutamente sorprendenti, come ho fatto a non accorgermi di una band simile? ed è pure italiana? incredibile. grazie Metallus per avermi aperto gli occhi (e le orecchie!)

    Reply

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