Visceral Disgorge – Recensione: Slithering Evisceration

Un ritorno molto lungo… ma non altrettanto atteso.

Gli statunitensi Visceral Disgorge non hanno una storia molto lunga da raccontare. Fondati nel 2007 dopo lo scioglimento degli Eaten Alive, non riuscirono a registrare nemmeno il loro album di debutto che nel 2009 si erano già sciolti. Riformatisi nel 2011, pubblicarono l’atteso debutto “Ingesting Putridity” lo stesso anno. Poi, i chitarristi Steve Rosenzweig (deceduto nel 2014) e Eric Vieraitis e il batterista Daniel Harris lasciarono il gruppo e quasi totalmente il mondo della musica per dedicarsi ad altro. Dopo aver trovato nuovi membri, i Visceral Disgorge hanno dovuto attendere altri 8 anni prima di pubblicare il loro secondo album, “Slithering Evisceration. Si sa, nella vita le cose non vanno mai come ci si immagina, quindi la musica è una delle poche certezze in cui si può trovare esattamente quello che ci si aspetta.

Cosa è cambiato in questi anni nel gruppo? Prima di tutto, gli arrangiamenti: se il debutto era decisamente più lento e basato su groove pesanti fatti apposta per l’headbanging, in questo album si trova più velocità di scuola grindcore, ritmiche costantemente d’assalto e un riffing più preciso, senza contare un songwriting decisamente più corto e senza tanti fronzoli. Secondo, la produzione: nel debutto era chiara, ma abbastanza primitiva e con suoni prevalentemente aperti, mentre qui i suoni si fanno chiusi, caotici e quasi innaturali, quasi a voler dare un effetto apocalittico. A livello di struttura e melodia, però, non c’è molto da segnalare: il riffing non sempre segue la velocità della batteria, e spesso segue pattern in palm-muting, armonici e cromatismi continui che ormai sono la regola dello slam/brutal. Breakdown riconoscibili si trovano in “Necrotic Biogenesis“, in “Fucked into Oblivion” e in qualche altro momento sparso nell’album (fortunatamente più breve, dalla durata di appena 30 minuti), ma l’incapacità del gruppo di variare la propria proposta impedisce di poter permettere una migliore analisi del resto delle tracce: ascoltata una, è come se si fossero ascoltate tutte. Attenzione, l’ultima dura solo 3 minuti circa: i restanti sono occupati da silenzio digitale e una scherzosa ghost track.

Dopo 8 anni, la delusione per coloro che avevano apprezzato il loro debutto è comprensibile e, da un lato, anche condivisibile. Ma siamo onesti: preferiamo davvero i tanti gruppi slam/brutal che si tengono molto più occupati e che pubblicano cinque album in 10 anni in cui ripetono all’infinito la solita solfa o quelli come questo, che pubblicano due album in un lungo lasso di tempo e solo quando ne vale davvero la pena? La cosa certa è che “Slithering Evisceration” non deluderà i fan di queste sonorità a dir poco surreali. E anche se i Visceral Disgorge devono combattere con centinaia di proposte simili solo negli Stati Uniti, probabilmente qualcuno li preferirà proprio per questo motivo.

Etichetta: Agonia Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Slithering Evisceration 02. Fucked into Oblivion 03. Architects of Warping Flesh 04. Saprogenic Deformation 05. Absorbed by the Swarm 06. Siphoning Cosmic Sentience 07. Necrotic Biogenesis 08. Spawn of Putridity 09. Transfixed in Torture

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi