Virgo – Recensione: Virgo

Virgo innanzitutto mette in chiaro due cose. La prima che per essere degno di nota, un progetto parallelo debba uscire dalle coordinate delle band in cui militano i musicisti del progetto medesimo (Taraxacum docet). La seconda che i metallari non sono necessariamente brutti, sporchi e cattivi. Davanti a Paeth e Matos di certo nessuno si aspetterebbe un disco come questo, poco ma sicuro. Il sapore del rock tradizionale, proveniente dal Regno Unito con una marcata influenza Queen si fa sentire così come le venature pop, le melodie acustiche e tutto quello che con Angra, Viper, Heaven’s Gate e compagnia briscola non c’entra un bel niente. Un disco tranquillo anche se non intimo, una collezione di canzoni che farebbe invidia a molti, la quale presenta fra le altre una squisita divagazione pop con ‘Street To Babylon’ a vestire il “premio” come meglio riuscita dell’intero lotto. Dopo una falsa partenza alla ‘Innuendo’ in ‘To Be’ le connotate della Vergine cambiano rotta, toccano punti fra loro distantissimi, consegnando un disco dal forte sapore genuino, un po’ come quei pranzi da agriturismo che spesso ci mancano, forte anche di un suono smaccatamente “live”, scarno, essenziale e trasudante feeling. Altri punti cardine del lavoro, una ‘River’ che ha nell’improvviso utilizzo di un coro gospel la sua forza evocativa, una ‘Take Me Home’ che sarebbe ottima in un disco di rock melodico come Dio comanda. Un disco nato per divertimento e per divertire, abbandonando un attimo i distorsori ed i suoni aggressivi, da due artisti che non hanno ulteriori conferme da cercare e si limitano a fare ciò che a loro risulta congeniale, fuori dal business anche se, onestamente e potenzialmente, il business potrebbe accorgersi dei Virgo entro brevissimo tempo. Consigliatissimo a tutti coloro che non si aspettano dal duo Paeth-Matos qualcosa di già sentito, ma una collocazione inedita ed a coloro i quali non hanno ancora dimenticato quella parte rock che si annida anche fra le composizioni di altri europei, svizzeri per giunta (chi ha detto Gotthard?). A tutti gli effetti, sentire Matos in ‘Fiction’ omaggiare in un certo modo i cantanti degli anni sessanta americani in tre minuti è un’esperienza che merita di essere vissuta.

Voto recensore
7
Etichetta: Spv / Audioglobe

Anno: 2001

Tracklist: To Be
Crazy Me?
Take Me Home
Baby Doll
No Need To Have An Answer
Discovery
Street To Babylon
River
Blowing Away
I Want You To Know
Fiction

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