Venom – Recensione: Into Oblivion

A distanza di otto anni dal non esaltante “Storm the Gates” i Venom targati Cronos/Rage/Dantè tornano con questo nuovo “Into Oblivion“.
È bene specificarlo, perché ormai quando si parla del marchio Venom, può sorgere un attacco di labirintite.
Oltre ai Venom “ufficiali” qui recensiti e che saranno headliner nella terza giornata del Luppolo in Rock, ci sono in giro anche di Venom Inc. di Tony “Demolition Man” Dolan, colui che sostituì Cronos anni fa nei Venom attuali e adesso ci sono in giro Abaddon e Mantas (dopo 2 infarti) che celebrano con concerti sparsi il quarantacinquennale del debutto “Welcome to Hell” accompagnati da cantanti a turno, fra cui David Vincent degli I am Morbid e Sakis Tolis dei Rottingh Christ…insomma un delirio.
Torniamo al nuovo album.
Che dire…nella loro lunghissima carriera i Venom hanno sfornato miriadi di album con varie formazioni, alternando capolavori come “Welcome to Hell”, “Black Metal“, “At War With Satan” con la line-up originale e più avanti “Prime Evil” (con Dolan) ad autentiche schifezze, “Calm Before The storm” e “The Waste Lands” per citare i peggiori.
“Into Oblivion” dove si posiziona? Direi a metà strada.
E’ un album di mestiere, la line-up attuale è la stessa da ormai 17 anni, dove ci sono alcuni brani che si elevano rispetto agli altri, come “Lay Down Your Soul“, “Kicked Outta Hell” e la title track.

Rimarchevole il lavoro di Rage alle chitarre, con anche assoli pregevoli che stridono comunque con la musica e la storia dei Venom, e Dantè alle pelli, mentre il leader indiscusso Cronos fa il suo compitino con tanto di ringhio cantato che purtroppo assomiglia ad un rantolo…uno dei rarissimi casi in cui un cantante, pur sgraziato, rende meglio dal vivo che in studio. 
Altri pezzi del disco tendono un po’ a vivacchiare, tipo “Legend” e “Unholy Mother“, posta a conclusione del disco, ma comunque accettabili, altri invece, tipo “Dogs of War” sono francamente brutti. 


Il tutto è penalizzato da una registrazione non all’altezza ed una produzione francamente discutibile e, se fosse stata scelta per permeare l’album di quell’atmosfera che ha reso i primi dischi immortali (ma li i pezzi c’erano, eccome), sarebbe un’aggravante.
“Into Oblivion” rispecchia quello che sono i Venom nel 2026, ossia un gruppo che cerca di riproporre i fasti passati con un’integrità artistica che non vuole venir meno ma che si scontra con una aridità compositiva che si trascina da tanto tempo. I Venom sono ormai un gruppo da godersi dal vivo quando suonano pezzi dei primi tre dischi, il resto può essere tranquillamente ignorato.
Su alcune riviste ho visto giudizi molto lusinghieri su questo disco, francamente non le condivido e non mi associo.
Una sufficienza risicata e di stima per un gruppo che ha fatto la storia di questo genere, ma forse è il momento di appendere gli strumenti al chiodo salutando i fans sfornando un ultimo disco con registrazioni del periodo 1982-’84 che si dice siano ancora in giro.

Etichetta: Noise/BMG

Anno: 2026

Tracklist: 01. Into Oblivion 02. Lay Down Your Soul 03. Nevermore 04. Man & Beast 05. Death The Leveller 06. As Above So Below 07. Kicked Outta Hell 08. Legend 09. Live Loud 10. Metal Bloody Metal 11. Dogs Of War 12. Deathwitch 13. Unholy Mother
Sito Web: https://www.facebook.com/officialvenomband

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi