Vektor: “Ultimate Artificer” – Intervista a David DiSanto

A cinque anni di distanza dall’album “Outer Isolation”, i Vektor tornano con la nuova fatica discografica “Terminal Redux”, un concept album impregnato di fantascienza che unisce thrash metal e una serie di altri spunti musicali, in uno stile variegato e assai personale.
Abbiamo parlato con il frontman David DiSanto, che ci ha raccontato di come la genesi dell’album affondi le radici addirittura 16 anni fa, in un verso di un brano dei Rush.

 

Ciao David, innanzitutto grazie di essere qui.
Parliamo del nuovo album dei Vektor, “Terminal Redux”: sono trascorsi cinque anni dal vostro ultimo lavoro, “Outer Isolation”; che cosa è successo durante questo periodo? Sono stati i lavori per la nuova release a tenervi impegnati o ci sono stati altri fattori che hanno reso così lunga la stesura del disco?

Entrambe le cose. L’intera band si è spostata dall’Arizona a Philadelphia, in Pennsylvania, praticamente dall’altra parte degli Stati Uniti. Ci è voluto un po’ di tempo per stabilirsi nella nuova città, trovare un nuovo lavoro e nuovi amici. Allo stesso tempo, ho esercitato una forte pressione su me stesso nella stesura del nuovo album. Per molte band, il terzo disco serve a delinearne un po’ il futuro e volevo fare davvero un bel lavoro. Per questo ho impiegato molto tempo a scrivere la nuova musica.

“Terminal Redux” è un concept. Cosa puoi dirci della storia raccontata nel disco e da dove è nata quest’idea?

Circa 16 anni fa ho avuto modo di ascoltare per la prima volta la traccia dei Rush, “Hemispheres”, in cui è contenuta la frase “We will call you Cygnus, The god of Balance you shall be”. Sin dal primo momento quella frase mi è rimasta in mente e circa 4-5 anni fa, quando ho cominciato a pensare all’idea del concept, ho fatto qualche ricerca sulla costellazione del Cigno. Il Cigno si colloca al di sopra di un gruppo di stelle della via Lattea e secoli fa le persone credevano che quelle stelle fossero delle anime e che il cigno ne fosse il signore. Ho preso questo aspetto e ci ho costruito intorno una storia. Nell’album, “Cygnus” è un grande impero galattico, una forza tirannica che governa sulla vita e la morte degli uomini.

Mi sembra che nel disco ci sia un forte immaginario fantascientifico. Quali sono al momento i tuoi autori o film preferiti all’interno di questo genere?

Mi piacciono molto gli autori della vecchia scuola come Isaac Asimov e Arthur C. Clarke, ma certo i miei primi amori in ambito sci-fi sono stati film come Blade Runner, Mad Max, Star Wars e Spacehunter.

Cosa ne pensi dell’ultimo film di Star Wars, “Il Risveglio della Forza”?

Mi è piaciuto molto, credo che J.J. Abrams abbia fatto un ottimo lavoro nel rendere l’atmosfera della trilogia originale, di cui io sono un grande fan. E’ stato come vedere uno dei primi film e ho apprezzato molto questa cosa. Non vedo l’ora di gustarmi il prossimo capitolo.

Tornando al nuovo album, in alcune canzoni hai utilizzato per la prima volta il cantato pulito. Come mai questa scelta e qual è stata la risposta dei fan?

La scelta è stata fatta per l’album e le canzoni, per esprimere il legame tra le tracce e l’idea del concept. In tracce come “Collapse”, il mio primo impulso è stato quello di utilizzare la mia solita tecnica, ma poi man mano che i testi prendevano forma ho capito che avevo bisogno di una timbrica più soft e pulita. Mi sono ispirato allo stile vocale di David Gilmour dei Pink Floyd, perchè era quello di cui l’album necessitva.
Fino ad ora non molte persone hanno già ascoltato le nuove tracce, ma quelli che l’hanno fatto le hanno apprezzate. Vedremo come andrà, ma non sono comunque preoccupato. Potrebbe sembrare un po’ egoista, ma noi scriviamo la musica che vogliamo sentire e se piace alla gente, perfetto. Ma se non piace, beh, nessuno deve ascoltarla per forza.

Come nasce un album dei Vektor? Hai scritto tu tutte le tracce di “Terminal Redux” o c’è stato un contributo da parte degli altri membri della band?

Ho scritto io tutte le tracce, come negli altri album. Di solito scrivo una canzone dall’inizio alla fine e quando è completa la faccio ascoltare ai membri della band. Da lì i ragazzi lavorano su quanto ho scritto: Blake si concentra su alcune parti di batteria e Frank sulle linee di basso. Erik di solito suona quello che scrivo io, anche se a volte inserisce degli assoli o aggiunge delle armonie e cose simili. Credo che questo sia il modo migliore di lavorare per noi.

In questi anni siete riusciti a creare uno stile molto personale, che in parte però si avvicina alla classica scena thrash metal. Come collocate la vostra musica all’interno del panorama musicale metal?

Credo che abbiamo una serie di influenze diverse, dal black metal, al thrash, al prog rock anni ’70. Ci consideriamo principalmente una thrash band, ma questa è solo la base di ciò che siamo: nel nostro stile cerchiamo di dimenticare quali dovrebbero essere le caratteristiche distintive del thrash metal e non abbiamo paura di sperimentare.

Cosa ne pensi dell’industria musicale dei giorni nostri e dei nuovi mezzi di accesso alla musica, quali Spotify o YouTube? Pensi che sia ancora possibile per un musicista vivere facendo musica?

Lo spero. Al momento per noi non è possibile e abbiamo dei lavori anche al di fuori della band. Però non so, di certo c’è un livello da raggiungere prima di poter lasciare il lavoro di tutti i giorni ed è qualcosa che noi non abbiamo ancora ottenuto. Ma speriamo di riuscirci in futuro. Se non ci dovessimo arrivare, pazienza, perchè comunque non potremmo smettere di fare quello che amiamo. E’ questa la parte più difficile di questi tempi: le persone vogliono musica di qualità, ma non vogliono pagare per averla. La gente si aspetta alta qualità, ma come possono le band trovare il tempo di perfezionare la loro musica se devono lavorare full time per potersi mantenere? Oggi i musicisti devono fare di tutto per riuscire a trovare un giusto equilibrio.

Quali sono i piani per la promozione del disco? Immagino stiate pensando ad un tour o magari ad un video per una delle tracce del disco…

Faremo senza dubbio un tour in Europa ad Agosto e saremo anche in Italia per un paio di date. Seguirà un tour negli States a Novembre.
Mi piacerebbe molto fare un video e credo che ci riusciremo. Le prevendite dell’album stanno andando piuttosto bene e se tutto continua così avremo abbastanza fondi per girare un videoclip.

Grazie ancora, David! Vorresti concludere con un messaggio ai fan italiani?

Sci-fi or die! E spero di vedervi presto.

Vektor

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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