Vanden Plas – Recensione: The Empyrean Equation Of The Long Lost Things

Il nuovo album dei Vanden Plas è il primo dopo quattro anni ed è anche il primo con Alessandro Del Vecchio, che ha il difficile compito di sostituire Günter Werno alle tastiere. In sei brani articolati ma non per questo meno emozionanti, la band tedesca prosegue con coerenza e personalità il proprio viaggio nel progressive metal, iniziato più di trent’anni fa e proseguito con non sostanza, ispirazione ed energia non comuni.

L’ariosa “My Icarian Flight” è senza dubbio il pezzo più diretto di una scaletta costruita con equilibrio e intelligenza, e sembra avere il cielo come unico tetto, sospinta con gloria dall’inconfondibile voce di Andy Kuntz ma senza rinunciare ai duelli fra le tastiere e la chitarra di Stephan Lill, oggi compositore di tutte le musiche dei Vanden Plas. L’album vive di altri e alti picchi emotivi, nel glorioso ritornello e nell’incedere solenne del finale di “Sanctimonarium” e nella riflessiva “They Call Me God” che parte dolcemente per poi arricchirsi degli strati sinfonici dell’orchestra.

Non ci sono da segnalare particolari novità dal punto di vista stilistico, al tempo stesso è importante evidenziare come il passaggio non banale da Werno a Del Vecchio avvenga senza contraccolpi in quella che è la resa finale, e anche per questo motivo “The Empyrean Equation Of The Long Lost Things” colpisce nel segno. Lo fa senza rinunciare ad una complessità che parte dal titolo e si dirama nelle implicazioni filosofiche dei testi e negli intrecci fra chitarre e tastiere, con la sezione ritmica che non perde un colpo. Ma la sua caratteristica migliore, e pure questa nel caso dei Vanden Plas non è una novità, è che cresce ascolto dopo ascolto, rivelando sotto l’impatto della propria superficie dettagli, spunti di riflessione, schegge di passione. Ennesima prova di maturità.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2024

Tracklist: 01. The Empyrean Equation Of The Long Lost Things 02. My Icarian Flight 03. Sanctimonarium 04. The Sacrilegious Mind Machine 05. They Call Me God 06. March Of The Saints
Sito Web: https://www.vandenplas.de/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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