Vanden Plas – Recensione: AcCult II

Sono passati trent’anni da “AcCult”, lavoro pubblicato un anno dopo lo straordinario esordio in studio in cui i Vanden Plas rileggevano alcuni brani da “Colour Temple” in chiave acustica, insieme ad una manciata di cover anch’esse riarrangiate per l’occasione. Il risultato era notevole, e così oggi la band torna a cimentarsi con la materia pescando nuovamente dal repertorio proprio e di altri artisti. Lo fa con la stessa classe e con risultati che convincono di più nei brani che sono nati con la band tedesca che non con quelli di altri gruppi – e in questo caso specifico stiamo parlando di due pezzi decisamente noti.

La rilettura di “Far Off Grace”, con cui si apre la raccolta, è davvero da brividi, intensa ed emozionante, con l’acustica di Stephen Lill e il pianoforte di Alessandro Del Vecchio che si intrecciano e salgono fino al vorticoso crescendo finale. Si prosegue con il calore di “Holes In The Sky”, che poi si sviluppa fino all’entusiasmante ritornello grazie al sempre portentoso cantante Andy Kuntz. Notevoli sia la spirituale “Postcard To God” che la delicata rilettura di “Healing Tree”, riarrangiata e impreziosita da un suggestivo duetto, mentre l’elemento da sottolineare nella conclusiva “You Fly” è il sax di John Helliwell dei Supertramp. Fra le cover, abbastanza anonima quella di “Boat On The River” degli Styx mentre va leggermente meglio con la malinconica rivisitazione di “Nothing Else Matters”.

In definitiva, un lavoro interessante soprattutto per la nuova luce che riesce a gettare sui brandi del repertorio dei Vanden Plas, che acquistano nuova vita, ancor più cuore e immutata eleganza.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2026

Tracklist: 01. Far Off Grace 02. Holes In The Sky 03. The Ghost Xperiment 04. Boat On The River (Styx cover) 05. Healing Tree 06. Postcard To God 07. Nothing Else Matters (Metallica cover) 08. You Fly
Sito Web: https://www.facebook.com/VandenPlasOfficial

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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