Shining – Recensione: V – Halmstad

‘Halmstad’, quinto full-length degli svedesi Shining, rappresenta senza dubbio l’apice nella carriera musicale del five-piece.

Un album che porta il nome della città di provenienza dei nostri, trasformata in una allucinante metropoli dove trionfano la disperazione e il nichilismo, qui trasposti in musica con una visione che annulla ogni speranza. Basta dare uno sguardo alla copertina essenziale ma terrificante per capire che attraverso le note di ‘Halmstad’ non fa capolino nemmeno uno spiraglio di luce.

Se già il precedente ‘The Eerie Cold’ aveva segnato un allontanamento dalla componente black, il nuovo album preme ulteriormente sulle coordinate del doom attraverso riff granitici e soffocanti, eppure incredibilmente sensuali, capaci di trasportare l’ascoltatore in un mondo dove a trionfare è il nulla. Niklas Olsson sembra un cantastorie uscito da uno scenario post-atomico, un Mad Hatter cibernetico che ci guiderà attraverso la città e le sue storie con una voce più che mai disarticolata, ora diabolicamente sussurrata, ora pulita e profonda, ma anche capace di farci sussultare con delle grida strazianti. Incredibile come in un contesto tanto cupo trovino spazio aperture melodiche fuorvianti e stilisticamente tanto distanti quanto perfette spose delle atmosfere dell’album. Si va da onirici innesti blues in cui si adagiano le voci femminili a parti di pianoforte tra il jazz e la musica classica, arrivando a una personale, più che mai teatrale e inquietante rivisitazione della sonata ‘Al Chiaro Di Luna’ di Beethoven.

Un disco malato, geniale, unico nel suo genere. Se ‘The Eerie Cold’ era l’ultimo scalino prima dell’Inferno, ‘Halmstad’ è il suo ingresso. Cosa ci aspetterà dopo?

Voto recensore
8
Etichetta: Osmose Prod. / Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist:

01.Yttligare Ett Steg Närmare Total Jävla Utfrysning
02.Längtar Bort Från Mitt Hjärta
03.Låt Oss Ta Allt Från Varandra
04.Besvikelsens Dystra Monotoni
05.Åttiosextusenfyrahundra
06.Neka Morgondagen


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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